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Astrazeneca, rinunce in calo in provincia di Pisa

Ogni settimana nei frigoriferi Asl c’è una giacenza dovuta ai “no”: il 10% nei giorni scorsi, ma il dato ora è in controtendenza

PISA. Che i vaccini non convincano tutti non è una novità: la campagna della minoranza no Vax, esigua numericamente e rumorosa su media e social, è lì a dimostrarlo. Quello che però si registra, non solo a livello di sensazioni, è un decremento della fiducia verso uno specifico vaccino: Astrazeneca. Da qualche settimana infatti una parte consistente delle dosi, un decimo, rimane nei frigoriferi dell’Asl. Un cittadino su dieci infatti rinuncia alla sua dose, anche se i dati degli ultimi giorni segnalano una controtendenza.

Il vaccino anglo-svedese contro il Covid-19 ha avuto una storia travagliata, ed è stato persino sospeso su raccomandazione dell’Ema a inizio di aprile. Una decisione che ha probabilmente influito sulla percezione del pubblico. Con una coda che sta mostrando i suoi effetti fino a oggi.


Sono questi peraltro i giorni in cui l’Unione Europea ha deciso di sospendere il contratto di fornitura per il vaccino a partire da giugno. Il commissario al Commercio interno europeo Thierry Breton, nell’annunciare la decisione, ha comunque definito il vaccino «molto buono», indicando la volontà degli stati europei di continuare con Pfizer.

Vediamo dunque quali sono i numeri di questa sfiducia in provincia di Pisa nelle ultime settimane. La scorsa, secondo il dato di mercoledì 5 maggio, 297 dosi sono rimaste nei frigoriferi come giacenza dei giorni precedenti. Un dato che indica una rinuncia di una fetta dei “vaccinandi” di circa il 10%.

Diverso invece il caso degli ultimi tre giorni. Prenotazioni tutti rispettate, eccetto per due persone. Dunque un cambio di propensione che fotografa una certa fluidità nell’approccio personale alla vaccinazione con Astrazeneca.

A rinunciare, spiegano dall’azienda Usl, sono sempre persone che avrebbero dovuto fare la prima dose. E che al momento della prenotazione non si è presentata o ha disdetto l’appuntamento. Per loro il percorso è tutto da rifare, bisogna rimettersi in fila e aspettare il proprio turno. Di nuovo.

Le dosi, chiariscono da Asl, non vanno perdute. Vengono conservate e riutilizzate per altri pazienti da vaccinare.

Non sono arrivate finora rinunce invece da chi la prima dose l’ha avuta inoculata e deve fare la seconda. Un segnale che la ritrosia pare legata soprattutto al primo approccio con il vaccino e il timore di trombosi. —