Pisa, appende pettine e forbici al chiodo: Pampana va in pensione e chiude il suo “Papillon”

La decisione dell’hair stylist pisano dopo 62 anni di servizio. Il cliente Silvio: «Abbiamo cercato invano di dissuaderlo» 

Pisa. Anche per Sergio Pampana, storico hair stylist pisano, è tempo di andare in pensione, dopo 62 anni di onorato servizio. Una decisione meditata la sua, ma non per questo meno dolorosa. Con lui chiude anche il suo negozio, Papillon, in lungarno Mediceo, punto di riferimento di generazioni di pisani, che tra uno shampo e un colpo di forbici, hanno conosciuto il vero volto di Sergio: parrucchiere per uomo di professione, artista per passione.

«Bastava entrare da Papillon, ammirare le sue opere d’arte fotografiche, tutte scattate da lui, appese alle pareti – racconta uno dei suoi clienti, Silvio Panichi – per capire chi è Sergio: una persona viva dentro e fuori, che ci mancherà tanto. Noi clienti abbiamo cercato di dissuaderlo fino all’ultimo, ma non c’è stato niente da fare».


Il dado è tratto: Papillon ha chiuso definitivamente i battenti e Sergio Pampana, il titolare, nonché l’artigiano-artista, dopo una vita dedicata al suo lavoro, si potrà godere il meritato riposo. Unico neo per lui, non essere riuscito a lasciare la sua attività in mano a un “erede”. «Ci ho provato – afferma Pampana – ma nonostante ci siano giovani di buona volontà, mancano le opportunità e parlo di una scuola di parrucchieri per uomo, ormai chiusa da anni, in grado di formare le nuove leve. E così non esiste un ricambio tra chi decide di appendere al chiodo forbici e pettine e chi vuole intraprendere questa professione. La conseguenza è che nessuno ha voluto continuate la strada tracciata con il mio negozio. Me ne dispiace molto».

Ma ormai non si può tornare indietro. E con Papillon chiude non solo un piccolo laboratorio dedicato all’estetica maschile, ma un luogo dove parlare di tutto, dai problemi della città alla politica, grazie a quella sedia di barbiere che per mezzo secolo abbondante ha accolto il semplice cittadino fino al politico che conta. Tra i tanti clienti anche un giovanissimo Massimo D’Alema, all’epoca capogruppo del Pci in consiglio comunale a Pisa, che nel lontano 1974 unì in matrimonio Pampana in Comune. Di quel giorno rimane una bella foto appesa alle pareti del negozio a testimonianza che il tempo è volato via come un soffio, come i tanti clienti di un passato lontano, tra i quali Fabio Mussi, studente della Scuola Normale superiore, e un battagliero Toni Negri, anch’egli impegnato a Pisa per motivi di studio.

«Ho fatto questo lavoro con tanta passione – racconta Sergio Pampana – e ho ricevuto in cambio soddisfazioni enormi. In fondo era quello che volevo fare. Ho cominciato a lavorare a 11 anni. Studiare a me piaceva poco. Volevo diventare un barbiere e così sono stato accontentato. Incominciai in una barberia di Riglione. Lì sono rimasto fino a 13 anni e ho appreso i primi rudimenti di questo mestiere che per impararlo ci vogliono anni ed anni di pratica. E io, per fortuna, ho incontrato dei bravi maestri. Avevo 13 anni, quando ho varcato la porta di quello che poi sarebbe divenuto il mio Papillon. All'epoca era la bottega di Silvano Pratali, mio datore di lavoro, e successivamente mio socio. Con lui sono rimasto, sono cresciuto, sia anagraficamente che professionalmente, e quando Silvano ha deciso di ritirarsi, ho rilevato il negozio, l'ho chiamato Papillon, e ho cominciare a farmi la mia clientela. Una clientela che mi è rimasta fedele, di generazione in generazione, e questo mi riempie d’orgoglio. Adesso spero di godermi la mia pensione, in fondo me la sono proprio meritata, e di dedicarmi alle mie passioni, la fotografia in primis».

Sergio Pampana ha voluto salutare i suoi clienti inviando loro un breve messaggio scritto, nel quale si legge, tra l’altro: “Ringrazio tutti per avermi arricchito umanamente e... orgoglioso di aver condiviso sensazioni e socializzato con le tante famiglie che sono state con me addirittura fino alla quarta generazione». —

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