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Caso Ragusa, il padre di Logli ammette: «Sara è la causa di tutto»

Valdemaro Logli, padre di Antonio e suo strenuo difensore

Valdemaro recrimina sulla strategia difensiva iniziale: sbagliato non farci parlare. Il figlio Daniele guarda avanti perché Roberta «sarebbe la prima a dirmi di lottare»

PISA. Nel caso Ragusa l’unica certezza è la verità giudiziaria scritta con il timbro della Cassazione.

Antonio Logli ha ucciso la moglie Roberta a causa della scoperta di un doppio tradimento. Quello extraconiugale, sospettato ma mai accertato dall’imprenditrice di Gello. E quello subìto dalla vittima per mano della segretaria ed ex baby sitter Sara Calzolaio, una di famiglia che alla fine è rimasta accanto ad Antonio. Almeno fino alla sera del 10 luglio 2019 quando l’ex impiegato comunale è stato portato in carcere per scontare 20 anni di reclusione dopo il no della Suprema Corte a un nuovo processo. Come e dove l’abbia uccisa e in quale luogo si trovino i resti sono gli ultimi misteri di una storia iniziata nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 e destinata a non sfiorire mai. Lo si è visto anche sabato sera con il documentario “Scomparsa-Il caso Ragusa” curato dalla casa di produzione “Stand by Me” di Roma andato in onda sul canale Nove (397mila spettatori pari all’1,6 per cento di share). Dai figli Alessia e Daniele alla compagna Sara e fino al padre Valdemaro, un’unica voce innocentista declina il racconto su Antonio nel caso di scomparsa di Roberta che tre gradi di giudizio hanno accertato essere un delitto.


Valdemaro arriva a dire che «Antonio è il figlio che tutti vorrebbero, sempre pronto ad aiutare gli altri» e che «Sara è inutile girarci intorno è la causa di tutto. Ma che ci vogliamo fare... L’amore è amore». La causa di tutto sarebbe poi un omicidio. Non premeditato, ma frutto, nelle ipotesi dell’accusa fatte proprie dai Tribunali, di una lite tra i coniugi dopo la scoperta del tradimento e, soprattutto, con quale donna. «Sì, all’inizio abbiamo sospettato anche noi ma perché non sapevamo a cosa attaccarci – ha aggiunto Valdemaro –. Ma ora siamo strasicuri che Antonio è innocente e prima o poi la verità verrà fuori. Di sicuro non aver parlato, perché così ci era stato detto, non ha giovato a mio figlio che è passato per uno che aveva qualcosa da nascondere». Ripresa di profilo e in penombra Sara Calzolaio: «Sfido chiunque a dire pubblicamente che ha un amante. Prevale l’ipocrisia. Io e Antonio ci amavamo e ci amiamo. Da tempo ho ricevuto minacce gravi e preferisco non farmi vedere troppo in giro».

È complessa e avara di gratificazioni la vita dell’amante e causa, riconosciuta anche dal padre di Antonio, della fine di un matrimonio deragliato in delitto. Un equilibrio familiare che pare reggere da oltre nove anni.

«Sara è entrata in casa nostra (marzo 2012, ndr) per Alessia – ha aggiunto Daniele –. Io l’ho accettata anche per quello. Come vivo questa situazione? Mamma sarebbe la prima a dirmi di lottare e a non autocommiserarmi». Nelle ricostruzione della storia con documenti e video esclusivi ha contribuito anche il Tirreno. Il filmato in cui Loris Gozi, il supertestimone, racconta i momenti del riconoscimento di Logli in via Gigli (Antonio ha sempre detto di essere andato a letto lasciando Roberta in cucina e di essersi svegliato alle 6,45 senza trovarla al sua fianco, ndr) è stato messo a disposizione dal nostro giornale.

Un contributo significativo alla ricostruzione di un caso giudiziario candidato a non trovare un finale condiviso. —

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