Pisa, così il Nettare di Corliano è legato alle sorti della Francia

La villa di Corliano, i vigneti erano nell’attuale giardino

Leg(g)ende pisane. Fu regalato dai Della Seta come dono di nozze ai quattordicenni Caterina ed Enrico di Valois 

La storia e le storie delle uve e del vino è parallela e sovrapponibile alla storia dell’umanità, almeno in area mediterranea. Se di solito è l’uomo a determinare le scelte, tal altra è il vino a segnare i destini. Sveliamo quindi un retroscena legato alle lotte di potere per le successioni reali nel XVI secolo.

La produzione di vino a Corliano, a pié di monte fra San Giuliano e Molina di Quosa, era caratterizzata da una vinificazione simile al passito di Sicilia, ma con aromatizzazione al cinammomo. Il “Nettare di Corliano” si otteneva macerando per 3 anni in botticelle di legno di quercia, 30 grammi di corteccia di cinnamomo, per ogni litro di vino ottenuto da uve di Aglianico, antico uvaggio rosso di origine ellenica. Il cinnamomo era una spezia orientale costosissima pagata in oro con equivalenza del suo peso e annoverata nella Bibbia con mirra, cassia e olio come elemento sacro. Il “Nettare di Corliano” era un vino energetico e ritenuto afrodisiaco, apprezzato da tempo immemore e presente soltanto nelle case di famiglie molto facoltose. Non fecero eccezione i Medici che definirono quella bevanda afrodisiaca “il Buon Nettare di Corliano”.


Nel XVI secolo, in un quadro politico europeo già complicato, una variabile inaspettata andò a scardinare molte consuetudini. Il movimento di riforma religiosa, generalmente noto come protestantesimo, originò dalle dichiarazioni del monaco agostiniano Martin Lutero nel 1517 e in brevissimo tempo passò dall’essere espressione filosofica di un piccolo gruppo a diventare un vero movimento religioso e politico.

Francesco I re di Francia sovrano alla perenne ricerca della propria affermazione, aveva tentato varie strade politiche per acquisire maggior potere. Aveva mirato alla corona imperiale, aveva ideato di far sposare Francesco II, il proprio figlio primogenito e naturale erede, con Maria Tudor d’Inghilterra, ma non ne aveva azzeccata una. Quando i protestanti francesi, poi meglio noti come ugonotti, iniziarono a far sentire la loro voce, Francesco I re di Francia li accolse sotto la sua ala e li protesse. Francesco osò persino suggerire a papa Clemente VII di convocare un Concilio in cui i sovrani cattolici e protestanti avrebbero avuto un uguale voto per appianare le loro divergenze.

La preoccupazione di papa Clemente VII, al secolo Giulio de Medici, per le idee religiose di re Francesco crebbe a dismisura e, ossessionato dal fatto che la Francia potesse abbracciare la riforma protestante, cominciò a tessere trame per arginare il pericolo. Di certo non poteva scomunicare un fedele alleato e quindi seguì altre strade. Così papa Clemente VII, zio di Caterina de Medici, combinò un matrimonio.

Il 28 ottobre del 1533 Caterina sposò a Marsiglia il secondo figlio di Francesco I, Enrico di Valois.

Il vino pisano, dodici botticelle di “Nettare di Corliano”, venne offerto dalla famiglia dei Della Seta come dono di nozze per il banchetto nuziale.

Per quanto ci possa risultare strano, il “contratto di matrimonio” prevedeva che l’unione venisse consumata la notte stessa dagli sposi di fronte a due testimoni, uno per papa Clemente VII e l'altro per il re di Francia. Non passi inosservato che sia Enrico che Caterina avevano entrambi 14 anni e che avrebbero dovuto compiere un atto d’amore (sessuale) di fronte a due estranei. Il “Nettare di Corliano” fece quindi la sua parte e fu offerto ai due novelli sposi. Al papa fu inviata una relazione dettagliata ove si affermava che i due ragazzi “si erano dimostrati gagliardi nel certame”.

Per completare il piano, il figlio primogenito di Francesco I, Francesco II, fu invitato a trascorrere un periodo a Montecuccoli in provincia di Firenze dove morì avvelenato. Il (presunto?) colpevole, il conte di Montecuccoli che lo ospitava, fu arrestato e torturato. Reo confesso fu squartato a Lione, legato a quattro cavalli lanciati al galoppo.

Così, passando con disinvoltura dall’uso dei veleni a quello del vino afrodisiaco, Clemente VII determinò le sorti di Francia. Enrico e sua moglie Caterina dei Medici iniziarono a regnare alla morte di re Francesco I e la Francia non abbracciò mai il credo Ugonotto.

Nell’affresco titolato “Il convivio degli dei” nel salone dei balli della Villa di Corliano una misteriosa epigrafe ricorda il prezioso “Nettare”. Se si volessero sperimentare le proprietà afrodisiache del “Nettare”, si sappia che viene ancora prodotto e offerto su prenotazione all’Osteria dell’Ussero di Corliano. —

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