Aste truccate, tre richieste di patteggiamento e una perizia sulla salute del giudice Bufo

Pisa: da valutare se il magistrato può sostenere il processo. Patteggiamento per commercialista, la figlia avvocatessa e l’ex vice direttore dell’Ivg

PISA. Tre richieste di patteggiamento, una consulenza disposta dal gup per chiarire se uno degli imputati è in grado di stare in giudizio e due posizioni per le quali sarà discussa e invocata una sentenza di non luogo a procedere. È il passaggio dal giudice dell’udienza preliminare di Genova dell’inchiesta “La giustizia di Zorro”, un’indagine dei carabinieri di Massa che nel gennaio 2018 portò in carcere e ai domiciliari diversi professionisti e anche il giudice del Tribunale civile di Pisa, Roberto Bufo, 59 anni, spezzino, residente a Marina di Carrara. Per cinque imputati le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, turbativa d’asta, peculato e falso in atto pubblico.

Per uno dei sei coinvolti c’è un episodio di corruzione in atti giudiziari. Nei confronti di Bufo, difeso dall’avvocato Alessandro Civitillo il gup ha disposto una perizia che sarà effettuata dal consulente la cui nomina verrà formalizzata la prossima settimana. Il giudice genovese vuole capire, sulla base del parere di uno specialista, se il dottor Bufo si trova nelle condizioni psico-fisiche di sostenere un processo. Probabile anche per lui la richiesta di patteggiamento. Molto dipenderà dall’esito della perizia. La scelta del rito con l’applicazione della pena su richiesta delle parti (accordo Procura-difesa e congruità valutata dal gup) è stata avanzata da Roberto Ferrandi, 67 anni, di Carrara, commercialista dalla cui attività sospetta nelle aste immobiliari è partita l’inchiesta; dalla figlia Francesca Ferrandi, 31 anni, avvocato con studio a Pisa, assistiti dagli avvocati Luca Lattanzi del Foro di Massa Carrara e Stefano Del Corso di Pisa.

Istanza di patteggiamento anche per Giovanni Avino, 37 anni, di Pisa, all’epoca dei fatti vice direttore dell’Istituto vendite giudiziarie di San Giuliano Terme, difeso dall’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio. È lui che deve rispondere di un episodio di corruzione in atti giudiziari (la storia della Mercedes regalata a Bufo, ndr). Nel processo anche la società Ivg, a cui viene contestata la responsabilità penale come persona giuridica, tutelata dall’avvocato Alessandro Niccoli. Non hanno chiesto riti alternativi e discuteranno a luglio il non luogo a procedere chiedendo il proscioglimento Oberto Cecchetti, 74 anni, romano, avvocato, ex giudice di pace e già vice presidente del Festival Pucciniano di Torre del Lago e Luca Paglianti, 55 anni, originario di Orciatico e residente a Marina di Pisa, architetto in Provincia, difeso dal professor Enrico Marzaduri. Secondo l’accusa Bufo utilizzava Ferrandi, professionista incaricato delle esecuzioni del Tribunale di Massa, per ottenere attraverso prestanome gli immobili all’ asta. A Pisa l’avvocato Ferrandi riceveva da Bufo incarichi «per distogliere dalla loro destinazione erariale somme derivanti dalla gestione di eredità giacenti dalla vendita di compendi ereditari e dalla rendicontazione delle amministrazioni di sostegno». —

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