A Pisa tornano gli yachts Leopard con 50 posti nell’indotto

La presentazione dell’acquisizione del marchio Leopard da parte di Seven Stars Marina & Shipyard (foto Fabio Muzzi)

L’acquisizione dello storico logo da parte di Seven Stars Marina & Shipyard. L’ad Mugnaini: "Ora serve il dragaggio per far decollare i Navicelli"

PISA. Seven Stars Marina & Shipyard acquisisce l'eredità del marchio Leopard Yachts e riporta in cantiere lo storico logo della nautica, generando almeno 50 nuovi posti di lavoro. Sarà da 36 metri, veloce, a basse emissioni inquinanti e super tecnologico il primo modello di yacht a marchio Leopard che sarà realizzato nel cantiere di Tombolo, composto da 9 capannoni per un totale di 10mila metri quadrati coperti e piazzali per circa 80mila metri quadrati, acquistato nel 2019 da Seven Stars. Lo stesso dove circa cinque anni fa sono state prodotte le ultime imbarcazioni dello storico brand nato nel 1973 dalla famiglia Picchiotti.

Un piano di sviluppo, quello ideato dal cantiere nautico attivo lungo i Navicelli a Pisa specializzato nell'assistenza alle imbarcazioni e nella costruzione su commessa di yachts fino a 60 metri, che prevede corposi investimenti con l'obiettivo di arrivare a produrre yachts personalizzati a marchio Leopard da 24, 36 e 46 metri. «Siamo orgogliosi di questo investimento che nasce dalla volontà comune di un team di imprenditori di ridare vita ad un brand storico della nautica italiana e del made in Italy – sottolinea Davide Mugnaini, amministratore delegato e socio di Seven Stars Marina & Shipyard –. Leopard Yachts si propone sul mercato per rispondere alle esigenze dei migliori armatori grazie ad un'eccellenza progettuale e produttiva e all'attenzione ad ogni dettaglio. Avere un nuovo Leopard sarà un privilegio, un’esperienza che si rivelerà unica sin dal momento della scelta di acquisto.

Si tratta di una barca veloce, di classe e con un'anima. Riportiamo sul mercato un marchio storico che, da adesso, guarda con ottimismo al futuro». Altro passo nel percorso di evoluzione del marchio che getta le basi in «una tradizione – specifica Piero Picchiotti, ideatore e storico costruttore dei Leopard – tramandata di padre in figlio fin dal 1600 quando iniziò la progettazione e la costruzione delle prime imbarcazioni». Il primo modello che entrerà in cantiere sarà un Leopard da 36 metri che avrà una produzione limitata per un mercato di nicchia. «Un modello nato dalla passione per i Leopard – specifica Andrea Bacigalupo, architetto e designer dei modelli Leopard, allievo di Paolo Caliari che disegnò il primo modello del brand made in Italy –. È l'evoluzione dei 34 metri, costruito interamente in aramat. Veloce, confortevole, tecnologico e a ridotto impatto ambientale». Il nuovo Leopard avrà infatti un sistema di depurazione dei gas di scarico, fondamentale per approdare sul mercato statunitense. Continuità e innovazione convergono in quello che Bacigalupo definisce un «sogno realizzato» e in un'operazione che porterà all'assunzione di almeno cinque professionisti, tra ingegneri, architetti navali e project manager, e a generare almeno 50 posti di lavoro nell'indotto.

«La nautica ha resistito al contraccolpo economico provocato dalla pandemia – prosegue Mugnaini . Seven Stars, nell'ultimo anno ha aumentato del 60% il suo fatturato e assunto 12 tra ingegneri e project manager, portando a 250 l'organico». Parte delle migliaia di maestranze impiegate lungo la Darsena pisana che, secondo Mugnaini, con il dragaggio del canale dei Navicelli potrebbero raddoppiare con l'immediato sviluppo a cui andrebbero incontro le aziende. «A Pisa esiste la migliore bicicletta da corsa, ma mancano i pedali – la metafora dell'ad –. Tanto è stato fatto e si sta facendo per i Navicelli, ma occorre il dragaggio per far decollare le aziende e l'occupazione».