Morto in moto a 48 anni, indagato il guidatore del Doblò

La moto dopo lo schianto mortale sul viale D’Annunzio e la vittima Emiliano Di Gaddo

Pisa: accusa di omicidio stradale per il conducente del mezzo che si è immesso sulla carreggiata da un accesso laterale

PISA. È indagato con l’accusa di omicidio stradale il conducente pisano del Doblò contro cui si è schiantato con la sua moto sul viale D’Annunzio nel primo pomeriggio di sabato Emiliano Di Gaddo, 48 anni, residenza a Cascina, ma marinese da sempre.

All’automobilista, negativo all’etilometro, la polizia municipale nell’informativa che stamani sarà depositata in Procura contesta una presunta violazione al codice della strada. Di qui l’ipotesi di reato di omicidio stradale.


Stando a quanto ricostruito dagli agenti il furgone si è immesso sulla strada provenendo da una delle aperture laterali che portano alle case dei residenti. Di Gaddo stava arrivando da Pisa in direzione di Marina, dove aveva un appuntamento con un amico. La strada in quegli attimi era deserta.

Il Fiat Doblò dopo aver superato il dislivello tra le case e la striscia di asfalto non ha fatto in tempo a posizionarsi sulla corsia in direzione di Pisa che la fiancata sinistra è stata centrata dal motociclista in sella sua Suzuki. Un scontro anticipato dal segno della franata sull’asfalto per almeno un centinaio di metri. Un impatto devastante che ha ucciso sul colpo Di Gaddo.

Il conducente del mezzo è assistito dall’avvocato Andrea Di Giuliomaria. Il magistrato di turno deciderà stamani se disporre l’autopsia e se procedere anche con la nomina di un consulente con l’obiettivo di ricostruire la dinamica dell’incidente. Dall’ingresso sul viale del Doblò alla velocità della moto al momento dell’urto. Il corpo del 48enne marinese è stato trasferito all’istituto di medicina legale.

Nato a Marina di Pisa e cresciuto a La Cella, Di Gaddo viveva a Cascina. Il padre vive a San Frediano a Settimo. Dopo varie esperienze nel mondo della ristorazione come cameriere e comproprietario della pizzeria “Le Giare”, Di Gaddo aveva lavorato alla Teseco e ora era dipendente della Hera Ambiente a La Spezia. Il funerale si terrà dopo il via libera della magistratura. —

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