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Il caso Ragusa diventa un documentario tv: "Scomparsa"

La sera del primo maggio la messa in onda su Nove (canale in chiaro) con video e contributi anche del Tirreno

PISA. Il caso giudiziario di Roberta Ragusa diventa un documentario in onda in prima serata su un canale tv nazionale. Un mistero che dura dal 2012 e che per la giustizia ha una risposta nella sentenza di condanna definitiva a 20 anni del marito Antonio Logli. Unico autore di un omicidio accompagnato dalla soppressione del cadavere. Dell’imprenditrice di Gello, 44enne al momento del delitto, per i Tribunali non esistono più neanche le spoglie mortali da recuperare per una sepoltura invocata dai parenti della donna.

Una storia del genere, che dal gennaio 2012 ha appassionato e diviso l’Italia schierando eserciti contrapposti tra colpevolisti e innocentisti, aveva tutti gli ingredienti per meritare un documentario in cui a parlare saranno diversi protagonisti della vicenda. Il grande assente è Logli. La direzione del carcere di Massa ha negato l’autorizzazione. Altri parleranno riportando la sua verità non creduta in tre gradi di giudizio.


“Scomparsa-Il caso Ragusa” è il titolo del doc curato dalla casa di produzione “Stand by Me” di Roma che andrà in onda il 24 aprile su Dplay (il canale a pagamento di Discovery) e il primo maggio in chiaro alle 21.25 su Nove (canale 9 del digitale terrestre, 145 su Sky e 9 su Tivùsat). Alla lavorazione, durata alcuni mesi, ha contribuito anche Il Tirreno fornendo materiale audio e video, oltre che documentale e con la testimonianza del cronista che ha seguito le fasi processuali, per consentire agli autori di sviluppare un racconto a più voci. Tra le tessere che compongono il mosaico del caso Ragusa ci saranno quelle fornite dai figli di Antonio e Roberta, i ragazzini dell’epoca Alessia e Daniele, che oggi sono giovani costretti a trovare un posto nel mondo con un presente schiacciato dal fardello di una tragedia destinata a non mitigarsi mai. Ci sarà Sara Calzolaio, l’ex baby sitter e segretaria dell’autoscuola “Futura”, da anni compagna di Logli. E poi Rino Sciuto, il sottufficiale dei carabinieri del Ros che ha partecipato alle indagini e che sul caso ha scritto due libri. Spazio anche alla criminologa Anna Vagli che sta curando con Logli un libro di memorie e che da tempo è al fianco di Sara nella battaglia per la revisione del processo. Era stato intervistato anche Ciro Simone Giordano, legale dell’ex impiegato comunale, che nei giorni scorsi ha lasciato l’incarico dopo averlo accettato nel settembre 2020. Imprevisti dei tempi lunghi delle produzioni tv. Non ci sarà neanche Loris Gozi, il supertestimone che con le sue dichiarazioni ha costituito il pilastro dell’accusa a Logli. Non se l’è sentita di tornare davanti a una telecamera e al suo posto ci sarà l’avvocato Antonio Cozza. Un altro legale che ha rappresentato tanta parte della storia è Nicodemo Gentile dell’Associazione Penelope che si occupa di persone scomparse. Racconterà, dal punto di vista delle parti civili, cosa è stato il caso Ragusa. Nel documentario verrà proposto anche il video esclusivo del Tirreno nel quale Loris Gozi spiega cosa vide quella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012. Lo fa in via Gigli nel luogo dell’avvistamento di Logli. Una versione ritenuta in tre gradi di giudizio sincera per come l’ha riferita il teste e autentica come fatto. —