Primario si scaglia contro il polo socio-sanitario privato

Il dottor Paolo Malacarne: «Il pubblico non deve appaltare funzioni e ruoli propri». Ma la polemica cela difformità di vedute all’interno di Sinistra Civica Ecologista

San Giuliano. Stavolta il destinatario del suo razzo social, della sua esternazione affidata al profilo Facebok è il nuovo polo socio-sanitario in fase di costruzione nella zona a sud di San Giuliano e che sarà con ogni probabilità inaugurato entro la fine di giugno. Nessuno si provi a chiamarla “Casa della salute”, perché così vengono definite le strutture pubbliche e a queste non possono essere assimilate quelle private, come quella che sta nascendo a San Giuliano, a cui peraltro lo stesso Comune e la stessa Società della salute hanno da sempre guardato con estremo favore. Ad affermarlo è il dottor Paolo Malacarne, primario del reparto di rianimazione dell’ospedale di Cisanello, il quale però non è solo uno stimatissimo medico, bensì ormai un politico. È infatti un esponente di Sinistra Civica Ecologista, per la quale si candidò, con successo, alle recenti elezioni regionali. Ed è appunto nella sua veste di militante politico e nelle difformità di pensiero all’interno del partito che va inquadrata la sua ultima uscita. Non si può infatti dimenticare che Franco Marchetti, ex vicesindaco di San Giuliano anch’egli di Sinistra Civica Ecologista, fu uno dei maggiori fautori del progetto del polo socio-sanitario privato che risale al 2012.

Malacarne parla di “mistificazione” e di “confusione”. «Il nuovo polo integrato per la salute – afferma il primario – è una struttura del tutto privata, al momento non accreditata né convenzionata con il Servizio Sanitario Pubblico Regionale, che nulla ha a che fare con la vera “Casa della salute” definita «punto di riferimento certo per la presa in carico della domanda di salute e di cura, per la continuità assistenziale e, attraverso la sinergia con le istituzioni locali e gli attori sociali del territorio, per una più efficace garanzia dei livelli essenziali di assistenza socio-sanitaria”. “Casa della salute” che purtroppo ancora oggi non è in alcun modo presente sul territorio del Lungomonte, così come non è presente nella città di Pisa. Si appaltano forse al privato ruoli e funzioni – aggiunge Malacarne – che devono rimanere di pertinenza al sistema socio-sanitario pubblico? La lezione della pandemia non ci ha insegnato a sufficienza che il modello lombardo di appalto del sistema socio-sanitario ai privati è fallimentare? Se oggi, a causa del pesante de-finanziamento del sistema socio-sanitario pubblico degli ultimi anni, le istituzioni locali e le istituzioni sanitarie (Asl territoriali e Società della salute) pensano di rispondere ai reali bisogni dei cittadini e dei malati consegnando ai privati l’erogazione e gestione dei servizi, sperando in tal modo di “risparmiare”, sono miopi perché non capiscono che in questo modo perdono anche la reale capacità di programmazione e controllo del sistema. Non possiamo accettare che scelte decisive per il futuro della nostra salute vengano prese senza una discussione trasparente e senza una corretta informazione ai cittadini, ma anzi con mistificazioni che creano solo confusione. Sono certo che Sinistra Civica Ecologista interverrà su questa vicenda».


Il post su Facebook di Malacarne è stato letto da centinaia e centinaia di persone, tra cui Carlo Macaluso, presidente del Consorzio Casa della salute di San Giuliano. «Ricordo a tutti – spiega Macaluso – che l’iter ha avuto inizio nel 2012. Per quanto riguarda la programmazione e il controllo nel settore socio-sanitario tutto rimane in capo al settore pubblico. Da oltre 20 anni molti settori del sistema socio-sanitario sono gestiti, su programmazione e controllo del pubblico, da soggetti del terzo settore. Io continuo a vedere il mondo del terzo settore come una opportunità per le istituzioni locali e le istituzioni sanitarie e non come un pericolo. Certo è che il pubblico deve dettare le regole e deve mantenere e rafforzare la sua capacità di programmazione e di controllo».

Lo stesso Macaluso rammenta a Malacarne l’ex vicesindaco Marchetti: «Nei dibattiti pubblici era sempre presente, e ha dato il suo contributo, un esponente, non di secondo piano, che, se non sbaglio, fa parte oggi di Sinistra Civica Ecologista, e che era all’epoca vicesindaco di San Giuliano, Franco Marchetti. Così come a questa linea di collaborazione e di coinvolgimento del terzo settore ha dato il suo contributo, quando era sindaco di Pisa, un altro esponente di Sinistra Civica Ecologista, Paolo Fontanelli». —

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