Pisa, dalla tragedia alla speranza: nasce la fondazione nel nome di Bernardo

Carla Bertelli

L’ingente patrimonio di Carla Bertelli conferito nell’organismo che finanzierà borse di studio per la ricerca scientifica

PISA. Un patrimonio milionario al servizio della ricerca scientifica. Nasce da una tragedia familiare la decisione di una ricca possidente pisana di costituire una fondazione con la missione statutaria di finanziare gli studi per vincere anche la malattia che aveva colpito il figlio.

È il lascito ideale, ma anche con effetti pratici, alla comunità universitaria pisana da parte di Carla Bertelli, scomparsa a gennaio all’età di 82 anni.


Originaria di Chianni, comune dove è sepolta, la donna aveva manifestato nel libro dedicato al figlio la volontà di far costituire una fondazione per gestire i numerosi beni messi a reddito nel tempo. Si chiama “Fondazione Bernardo Villa Gicaber”. Un proposito che si sarebbe dovuto concretizzare il giorno in cui lei sarebbe venuta a mancare. Nel giro di tre mesi i professionisti a cui l’imprenditrice immobiliare aveva delegato l’esecuzione delle sue volontà hanno messo a punto lo strumento che sarà in grado di pagare borse di studio e ricerche contro la sclerosi multipla, la malattia che stava consumando il figlio, Bernardo. Famiglia facoltosa quella dei Bandettini, un nome storico dell’odontoiatria pisana. Non da meno le risorse dei Bertelli. Una brutta separazione aveva diviso i coniugi con il figlio che vedeva la mamma come l’unica persona in grado di capirlo e stargli vicino. Sentimenti non provati verso il padre Maurizio che nel frattempo si era rifatto una vita con una compagna romena. Bernardo aveva seguito il papà a livello universitario nell’ambito dell’odontostomatologia. La sclerosi multipla ne aveva frenato aspettative e progetti. Ne aveva coltivato uno poi messo in pratica con tre colpi di pistola contro il padre e se stesso. Nel libro “Bernardo. Dalla favola alla tragedia”, la mamma rivelò in una presentazione pubblica: «Mio figlio ha sofferto la mancanza di sensibilità e di presenza del padre, con una grande dignità, nonostante la sclerosi multipla. Nel biglietto che fu ritrovato nella sua tasca aveva motivato il suo gesto, dicendo che la sua vita ormai era finita. Non era un ragazzo viziato e superficiale. Non ho mai accettato certe descrizioni. È per questo che ho voluto scrivere il libro, per rimettere in ordine una vita di sofferenze terribili subite da questo ragazzo».

Nel nome di Bernardo e alla sua memoria l’ingente patrimonio della mamma, tra appartamenti, fondi commerciali a Pisa e una villa a Chianni da 500 mq, garantiranno una copertura di fondi per sostenere la ricerca contro la sclerosi multipla. —
 

LA TRAGEDIA 

Il dolore di un rapporto mai recuperato tra padre e figlio che nel settembre 2011 deflagrò in un omicidio-suicidio. Bernardo, 44 anni, uccise con due colpi di pistola il padre Maurizio, 74 anni. Poi rivolse la calibro 45 contro di sé e fece fuoco. L’abitacolo dell’Audi A8 del papà nel parcheggio interrato di Corte San Domenico come scena del delitto.