La disfida degli aeroporti: Pisa prova a dire no al blitz contro il Galilei

L'ex sindaco di Pisa, Paolo Fontanelli: «Vogliono fermare i contrari all’allungamento della pista di Peretola»

Sorpresa? No. E nemmeno arresa. Pisa non è poi così spiazzata dall’intenzione annunciata da Corporacion America, socio di maggioranza di Toscana Aeroporti, di aumentare il proprio numero di rappresentanti nel consiglio di amministrazione, a partire dal 2024 (dunque con ridimensionamento ulteriore del peso della parte pubblica pisana). Un po’ perché i numeri già rivelano una schiacciante preponderanza del privato, che ha in mano oltre il 62 per cento delle azioni della società unica di gestione degli scali Galilei e Vespucci. Un po’ perché sarà soprattutto il cda eletto il prossimo 18 maggio, in carica per gli anni dal 2021 al 2024 (e con le proporzioni attuali: 9 a 6), ad avere in mano le partite principali dello sviluppo aeroportuale, nello scenario ancora nebuloso della ripartenza del settore.

Questo comunque non cambia la sostanza di un giudizio che raggiunge toni anche sferzanti. Così, da un lato, in consiglio comunale si costituisce una commissione speciale e trasversale per seguire le vicende dei piani di sviluppo. E dall’altra c’è chi come il consigliere regionale Diego Petrucci (Fratelli d’Italia), pisano, dice «no alla modifica dello statuto» che definisce «una manovra da ostacolare ricorrendo anche alle vie giudiziarie: proporrò una mozione urgente con cui si impegni il rappresentante della Regione nel cda di Toscana Aeroporti a votare contro tale proposta. E se dovesse passare chiederò di valutare l’opportunità di impugnarla davanti al Tribunale». Peraltro oggi Petrucci parteciperà, a Pisa, alla nuova manifestazione di protesta organizzata dai lavoratori di Toscana Aeroporti Handling, altro fronte caldissimo.

Toscana Aeroporti vuole aumentare il numero dei suoi consiglieri adeguandolo in proporzione alle azioni possedute. La campagna acquisti del 2018, soprattutto, aveva visto Corporacion America passare dal 51 al 62 per cento dopo aver rilevato le azioni che erano in mano alle Fondazioni di origine bancaria di Pisa e di Firenze. «Una mossa che riflette un certo clima nei rapporti tra privato e pubblico, altrimenti non ci sarebbe stato motivo di intervenire così. Una prova di forza rispetto alle voci contrarie che arrivano dal territorio e che danno fastidio al maggior azionista, in particolare per la contrarietà alla pista più lunga di Peretola», sottolinea l’ex sindaco di Pisa, Paolo Fontanelli.

Con il nuovo cda, sul tavolo della discussione per la città della Torre ci saranno soprattutto due aspetti: i treni veloci per Firenze e l’ampliamento del terminal del Galilei, più volte annunciato e altrettante volte rimandato da Toscana Aeroporti. Vedere passi concreti in queste direzioni è ciò che auspica Pisa. Segnali reali di un’inversione nell’agenda delle priorità toscane come da impulso di Enrico Letta, dopo l’intervista del segretario Pd al Tirreno. Ancor prima della pista di Firenze. Pisa comunque ci vuol vedere chiaro. Giovedì il consiglio comunale ha approvato, all’unanimità, l’istituzione di una commissione speciale dedicata al tema dello sviluppo aeroportuale. Ne fanno parte i rappresentanti di tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione. Si sono dati sei mesi di tempo per produrre una relazione. Tra i punti cardine, anche i rapporti con la società degli aeroporti. Il sindaco Michele Conti non interviene sul nuovo assetto del cda. Ma chiede che «dopo trent’anni di discussioni sull’area vasta costiera e di progetti faraonici senza risultati» sia data concretezza agli auspici emersi nell’incontro tra i sindaci della costa e quello di Firenze che si è svolto a Livorno «andando oltre campanilismi e divisioni politiche».

Per Conti al primo posto c’è il collegamento ferroviario veloce Pisa-Firenze («con una “T” che conduce anche a Livorno e Lucca») anche «svincolato dalle questioni degli aeroporti, ma capace di collegare la costa all’alta velocità nazionale». Al tavolo dei sindaci però è stato anche ribadito il piano di sviluppo compatibile dei due scali, peraltro senza specificare quando e come, pista corta o pista lunga di Peretola. «Sono disposto a favorire un confronto e un coordinamento della parte pubblica con quella privata, perché noi – puntualizza Conti – chiediamo risposte sugli investimenti al Galilei, che deve rimanere la principale porta della Toscana. Insieme dobbiamo fare massa critica per evitare che realtà come l’Emilia Romagna diventino concorrenti del nostro sistema aeroportuale».

Più diretta ancora Irene Galletti, consigliera regionale pisana del Movimento 5 Stelle, da sempre in prima fila per la difesa del Galilei: «L’unica cosa che conta, in questo momento, è che i membri che saranno nominati dall’azionariato pubblico tutelino gli interessi del territorio, dei cittadini, dei lavoratori di Toscana Aeroporti e delle società appaltanti. C’è un’economia intera che si regge sulla funzionalità del sistema aeroportuale, il turismo in primis. Non è pensabile che un privato possa decidere le sorti di una fetta di economia senza accogliere le istanze del territorio che lo ospita. Toscana Aeroporti si ricordi sempre di essere gestore dei due aeroporti e non il proprietario». —(21_continua) RIPRODUZIONE RISERVATA