Ids, il passaggio di proprietà è subordinato a 27 licenziamenti

La denuncia della Fiom-Cgil che accusa gli altri sindacati: hanno sottoscritto un accordo per la riduzione del personale

PISA. La vendita potrebbe concretizzarsi entro l’inizio del prossimo mese, ma sarebbe subordinata al licenziamento di almeno 27 lavoratori. Questa una delle condizioni imposte dal soggetto imprenditoriale, un’importante società a maggioranza pubblica, che nei giorni scorsi ha firmato il contratto preliminare di acquisto della Ids-Ingegneria dei sistemi.

La società di Montacchiello, con ramificazioni in tutta Italia, sarebbe stata chiamata a concretizzare l’operazione di riduzione del personale entro il 30 aprile. Il taglio riguarderebbe 27 dei 209 dipendenti attualmente impiegati: otto a Pisa, tredici a Roma, tre a Napoli, due a Taranto e uno nello stabilimento della Spezia.


A denunciarlo è la Fiom-Cgil. «Si tratta di un ricatto a tutti gli effetti, visto che l’acquirente non si è mai presentato al tavolo, non sono stati presentati piani industriali, progetti, garanzie sul futuro del gruppo. Una situazione aggravata dal fatto che vige il blocco dei licenziamenti. Nessun lavoratore può essere licenziato a seguito della normativa emanata a fronte dell’emergenza sanitaria ed è preclusa ai datori di lavoro la possibilità di avviare procedure di licenziamento», sottolinea Massimo Braccini, segretario generale della Fiom-Cgil della Toscana e coordinatore nazionale Fiom del gruppo Ids, che punta il dito anche contro Fim-Cisl e Uilm-Uil. «Hanno derogato al blocco dei licenziamenti firmando un accordo con l’azienda che dà la possibilità all’Ids di ridurre il personale, ledendo diritti fondamentali dei lavoratori e lasciando piena libertà all’impresa di poter licenziare determinati dipendenti – accusa Braccini –. Ciò non sarebbe possibile in regime di leggi ordinarie, figuriamoci in una fase di blocco dei licenziamenti».

«Le organizzazioni sindacali – prosegue il segretario regionale della Fiom – si sono battute per ottenere il blocco dei licenziamenti dal governo, alla Ids invece Fim e Uilm hanno derogato a questo decreto legge. Non si può sottostare a queste condizioni capestro, dividendo i lavoratori e facendogli pesare che il futuro di 209 lavoratori dipende dal licenziamento di altri 27 lavoratori, senza che vi sia un piano industriale».

L’accordo ha trovato l’opposizione delle Rsu di Pisa, Napoli e Taranto che non hanno sottoscritto l’intesa. «L’acquirente – conclude Braccini – dovrebbe essere un’importante società a maggioranza pubblica che impiega migliaia di dipendenti. Questo aggrava ulteriormente il quadro di una gestione preoccupante, scellerata ed ingiusta, che deve risentire della ferma condanna e protesta».