«Pd provinciale verso il congresso il confronto sia franco e rispettoso»

La commissaria Valeria Valente fissa i punti di riferimento: «Credo che Letta possa darci una mano»

Francesco Loi

PISA. Un compito di sicuro non semplice quello di far ripartire il Pd provinciale pisano, in momento assai complicata anche a livello nazionale. Valeria Valente, senatrice e presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere, è la commissaria di un Pd provinciale che si è rimesso in moto verso il congresso.


Senatrice, come può il Pd provinciale uscire da questa prolungata fase di commissariamento?

«Rispondo riprendendo le parole di Enrico Letta: con la verità. Confrontandosi, guardandosi in faccia, nel rispetto del pluralismo delle idee e dei contenuti. Se puntiamo agli unanimismi di facciata, se evitiamo franche discussioni, poi crolla tutto. Sia a livello nazionale che locale dobbiamo capire che maggioranza e minoranze del Pd possono convivere, a patto che la prima si faccia carico, con attenzione, delle posizioni delle minoranze e che le seconde evitino delegittimazioni e congressi permanenti, che ci indeboliscono, allontanandoci dai cittadini. Al Pd serve un atteggiamento costruttivo per ritrovarsi nel suo essere comunità di iscritti, simpatizzanti ed eletti con un orizzonte comune».

Crede che il pisano Letta, neo segretario nazionale Pd, possa aiutare anche il percorso locale?

«Sì, le sue parole all’assemblea sui territori me lo fanno pensare. Essere “progressisti nei valori, riformisti nel metodo e radicali nei comportamenti”, come ha detto, è di aiuto per definire identità e politiche. Questo vale anche sul locale e spero che l’invito venga accolto con serietà, perché, come ha giustamente detto, “non ci serve un nuovo segretario, ci serve un nuovo Pd”. E poi Pisa è la sua città, nel territorio pisano si è formato politicamente e culturalmente. Il suo legame non è solo politico, ma anche umano».

Come e quando si arriverà al congresso del Pd provinciale?

«Stiamo facendo ripartire il tesseramento e stanno riprendendo le assemblee di circolo per rimetterci in moto dalla base e avviare un percorso congressuale franco e aperto. Ci siamo dati come obiettivo l’estate, ovviamente nei limiti dell’emergenza Covid-19. E sia chiaro: non punterò i piedi sull’unitarietà a tutti i costi, ascolterò con grande attenzione il dibattito che ne verrà fuori».

E riguardo invece alla situazione dell’Unione comunale pisana?

«Pisa deve assolutamente ripartire, faremo un’assemblea a breve. Si voterà nel 2023 e il prossimo anno inizieranno a scaldarsi i motori. Il Pd deve tornare ad essere protagonista, con il centrosinistra, nella riconquista della città».

Ecco, il centrosinistra: come pensa le alleanze per Pisa?

«Prima delle alleanze dobbiamo rigenerare il partito a livello locale e, anche qui, le parole di Letta sono state chiare: ridefiniamo l’identità Pd e poi il confronto con gli schieramenti del centrosinistra per un progetto di rilancio del Paese, forte e alternativo alla destra nazionalista. Questo vale per il nazionale e il locale, come per le prossime elezioni a Vecchiano, Buti e Santa Luce. Poi, a mio avviso, è importante ragionare in maniera aperta sulle questioni».

Quali, soprattutto?

«Infrastrutture, città della cultura e dei saperi, il rilancio di Pisa come centro di riferimento di un territorio baricentrico tra la costa e l’interno. Tenere il punto sulla questione aeroportuale con i già previsti investimenti da realizzare per il Galilei e la necessità di azioni strategiche per un immediato rilancio dello scalo pisano post pandemia. L’avvicinamento di Pisa alla dorsale ferroviaria e viaria centrale, che interessa la tratta Fs e la Fi-Pi-Li, un’infrastruttura ormai inadeguata. Le produzioni di alta qualità del territorio, da quelle industriali, dell’innovazione fino alla filiera agroalimentare. Poi la cultura e il turismo, a partire da Pisa e Volterra, i due principali centri, che con Pontedera sono anche riferimento della sanità ospedaliera e territoriale. Serve uno sguardo lungo, una visione molto inclusiva sullo sviluppo, anche e soprattutto alla luce dei grandi cambiamenti, come transizione ecologica e Recovery Ue. L’obbiettivo del Pd provinciale è poter riavere una forte voce in capitolo su tutto questo». —

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