La Casa della Donna di Pisa dopo 31 anni finalmente ha una sede sicura

La consegna della sede di via Galli Tassi

La Provincia consegna ufficialmente la palazzina di via Galli Tassi al sodalizio. Il presidente Angori: «Al lavoro anche con le associazioni dell’ex Limonaia» 

PISA. Trentuno anni: 8 marzo 1990 - 8 marzo 2021. Trentuno anni di battaglie, cortei, denunce. Sempre dalla parte delle donne e dei diritti. E tra i tanti risultati messi insieme, pur nella consapevolezza che la strada da percorrere sia ancora lunga, da ieri c’è anche quello del pieno e regolare affidamento di uno spazio pubblico che riconosce come “bene della collettività” la Casa della Donna a Pisa. Lunedì 8 marzo in via Galli Tassi la palazzina dove le donne che hanno dato vita all’associazione misero piede per la prima volta 31 anni fa, è stata formalmente affidata alla Casa della Donna sulla base di «una aggiudicazione avvenuta grazie ad un apposito avviso pubblico conoscitivo, finalizzato all'assegnazione in comodato gratuito dell’immobile della Provincia a un ente del terzo settore, che come requisito doveva aver aderito al Protocollo d’intesa con la prefettura, quello della “Rete provinciale per la prevenzione e il contrasto della violenza maschile contro le donne, della violenza intra-familiare e della violenza assistita”, stipulato nel settembre 2020 e che annovera tra i primi firmatari, oltre la stessa prefettura, anche la Provincia».

Così recita una nota della Provincia che ha scelto appunto l’8 marzo 2021 come data simbolo per l’assegnazione «a sottolineare l’importanza stessa delle attività della Casa della Donna di Pisa svolte per le donne – afferma il presidente della Provincia Massimiliano Angori –. Questo lungo percorso amministrativo trova adesso la sua completa applicazione con la consegna della palazzina all’associazione. Come ente sappiamo quanto sia importante, attraverso azioni simili, diffondere concretamente la cultura della parità di genere e ci adoperiamo per questo attraverso anche il sostegno concreto a politiche di sostegno rivolte alle donne».


Angori rassicura anche rispetto ad un’altra partita che chiama in causa movimenti e associazioni femministe in città recentemente sgomberate dall’area della Limonaia sempre di proprietà della Provincia. «Stiamo proseguendo anche un dialogo con le associazioni che erano presenti nello spazio della ex Limonaia – dice –. L’impegno della Provincia è quello di andare a ricercare tutte le soluzioni possibili e praticabili per far sì che tali attività a beneficio della collettività possano riprendere in spazi adeguati e sicuri». Soddisfazione è stata espressa dalla presidente della Casa della donna Carla Pochini: «La Provincia ci consegna nuovamente questa palazzina, dove da trentuno anni offriamo servizi e attività a sostegno dei diritti delle donne, per la parità di genere e contro la violenza sulle donne – afferma – . Grazie a questo importante passaggio e alla convenzione che andremo a firmare, finalmente questo immobile esce dal piano dei beni alienabili e ci viene consegnato riconoscendo tutto il lavoro che abbiamo svolto in questi anni sul territorio e che continueremo a svolgere con un rinnovato impegno». Lavoro destinato a proseguire e crescere, come sottolinea la consigliera comunale Olivia Picchi: «La Casa della Donna garantisce una valorizzazione dell’immobile attraverso una proposta culturale corredata di servizi e azioni a supporto, tutela e promozione dei diritti delle donne, delle pari opportunità e per il contrasto alla violenza sulle donne. A tutto ciò si affiancherà la promozione dei saperi e dei diritti delle donne, delle pari opportunità e del contrasto alla violenza maschile sulle donne e di genere attraverso corsi di formazione, servizi e iniziative in collaborazione con enti pubblici e privati e istituzioni a livello provinciale e regionale».