Altri tre mesi di cassa integrazione per i lavoratori aeroportuali toscani

PISA. Sarà probabilmente l’applicazione della cassa integrazione in deroga lo strumento per alimentare l’attesa di ripartenza del settore degli oltre 800 dipendenti di Toscana Aeroporti e Toscana Aeroporti Handling, il ramo della società che gestisce gli aeroporti di Pisa e Firenze addetto alla gestione dei servizi di terra nei due scali. È quanto emerso dall’incontro di ieri tra i sindacati e i rappresentanti di Toscana Aeroporti convocato per fare il punto in vista del 31 marzo, giorno della scadenza della cassa integrazione straordinaria applicata un anno fa a rotazione a tutti i dipendenti addetti agli aeroporti toscani (601 impiegati, 184 operai e 21 quadri) per fronteggiare «la drastica e improvvisa riduzione del volume di attività conseguente all’emergenza sanitaria». Iniziale palliativo per gestire la temporanea chiusura del Vespucci e il quasi azzeramento dei voli al Galilei durante il lockdown che le prolungate restrizioni hanno trasformato in una misura strutturale nell’ultimo anno.

La proroga dell’ammortizzatore sociale è per il momento l’unica soluzione sul tavolo per continuare a gestire la riduzione delle attività. Il probabile accordo tra sindacati e società darà il via libera all’applicazione della cassa integrazione in deroga per 12 settimane (il massimo senza un intervento del governo per prorogare le tempistiche in vista anche di un possibile rinvio della scadenza del divieto di licenziamento). Atteso anche un intervento governativo per permettere alle aziende la possibilità di anticipare il pagamento dell’ammortizzatore sociale per cercare di prevenire eventuali ritardi dell’Inps (dallo scorso marzo l’erogazione della cassa integrazione è stata anticipata da Toscana Aeroporti).


L’applicazione è per le organizzazioni dei lavoratori una necessità, vista l’assenza di un’alternativa che consenta di salvaguardare i livelli occupazionali e salariali. Timidi segnali positivi sono emersi anche per la gestione dell’imminente scadenza di vari appalti, a partire da quello per il servizio di carico e scarico bagagli (120 lavoratori solo nello scalo pisano).

Un punto interrogativo resta invece sul futuro dei cosiddetti part-time ciclici, lavoratori stagionali (circa 120) chiamati a rinforzare gli organici nei mesi di maggior afflusso di passeggeri, da mesi senza stipendio, né ammortizzatori sociali.

Incertezze restano anche sulla possibile vendita di Toscana Aeroporti Handling ventilata nelle ultime settimane su cui le organizzazioni dei lavoratori chiedono di fare chiarezza. Richiesta che parte anche dal gruppo consiliare Diritti in comune, che invita i soci pubblici, Regione e Comuni di Pisa e Firenze, a schierarsi contro l’eventuale vendita e a difesa dell’occupazione. «Nei giorni scorsi – sottolinea la forza di opposizione – è stato autorizzato un finanziamento regionale di 10 milioni di euro a Toscana Aeroporti. Con un nostro ordine del giorno si chiedeva di vincolare queste risorse al sostegno dell’occupazione. Come verranno utilizzate queste risorse da parte della società? Non è pensabile che società a maggioranza privata continuino a chiedere aiuti pubblici senza impegni chiari e stringenti sul fronte occupazionale e degli investimenti». —

D.R.

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