Il sindaco: vaccini e produzione, Pisa può avere un ruolo nazionale

La manifestazione in Piazza dei Miracoli

«Mi confronterò con il mondo accademico e le nostre industrie farmaceutiche: poi farò proposte al ministro»

PISA. Oggi. Un anno dai primi casi di pisani positivi. E la vigilia della prima ordinanza anti-contagio. «Non nego mi faccia molto effetto recuperare la memoria di quel che è stato il 2020 alla luce della pandemia. Nessuno avrebbe mai immaginato i divieti che ci avrebbero costretti a non uscire di casa, a non andare a scuola né a lavoro. Nessuno poteva pensare a una Piazza dei Miracoli svuotata di turisti e fedeli. Ricordo nitidamente il peso della responsabilità di prendere decisioni difficili che incidevano sulla vita delle persone».

Sindaco, allora già le notizie delle prime quarantene bastavano a creare allarme...


«Firmai la prima quarantena il 26 febbraio, un mercoledì. Il paziente “uno” era stato ricoverato il 20. Solo qualche giorno prima, in Sala Baleari, avevamo ospitato il professor Francesco Menichetti, direttore di Malattie infettive a Cisanello, per parlare di coronavirus. Da quel momento iniziammo a rafforzare le misure igieniche sui servizi comunali di trasporto e refezione scolastica. Le farmacie comunali si misero a produrre il gel igienizzante per le mani: ormai non se ne trovava più nei negozi. Iniziammo anche le attività di sanificazione e le foto della Torre con gli operatori di Geofor fecero il giro del mondo».

Sabato 7 marzo i primi casi di pisani positivi al Covid-19...

«Contemporaneamente iniziò l’attività del Centro Operativo Comunale (Coc). Chiudemmo biblioteca, piscina e campo scuola. Sospendemmo le attività nelle palestre scolastiche comunali e nei luoghi di allenamento del Gioco del Ponte. L’8 marzo firmai l’ordinanza per la chiusura notturna di tutte le attività commerciali della zona nord del centro storico. Un provvedimento necessario perché purtroppo a nulla erano valsi gli appelli a evitare di affollare i luoghi della movida. Tutte decisioni prese sempre in totale autonomia e in anticipo sul governo: le misure del lockdown vennero diramate solo il 9 marzo, con efficacia dal giorno successivo».

E cominciarono anche le iniziative a sostegno della popolazione...

«Dal 17 marzo, in collaborazione con Confcommercio, Confesercenti e Cna, predisponemmo il servizio di “Spesa a casa tua”. Il 25 marzo stanziammo i primi 25mila euro per la distribuzione di buoni spesa straordinari alle fasce di popolazione più fragili. Il servizio si è interrotto solo il 4 febbraio scorso, con la distribuzione di oltre 1,2 milioni di euro in buoni alimentari. Poi, ai primi di aprile, la distribuzione, non senza difficoltà, di mascherine a tutta la popolazione».

Cosa ha insegnato e sta insegnando la pandemia?

«Che uniti e solidali possiamo superare gli ostacoli. E che ognuno è responsabile della salute collettiva. Non possiamo ancora abbassare la guardia continuando a tenere comportamenti responsabili: lo dobbiamo alle tante persone, i nostri anziani soprattutto, che ci hanno lasciato in questi mesi. A loro e alle loro famiglie va il pensiero di tutta la comunità».

Lei come “ritrova” la città a un anno di distanza?

«Pisa vive prevalentemente di pubblico impiego grazie alla presenza delle tre Università e di molti enti pubblici. Per questo, forse, ha risentito meno di altre le conseguenze economiche causate dall’emergenza sanitaria. Ma la nostra città ha anche una vocazione commerciale e turistica e proprio su questi due settori si sono concentrati i nostri sforzi di sostegno alla ripartenza».

In particolare come intende muoversi?

«Va ripensato il sistema della promozione e del sostegno a un settore fondamentale come quello del turismo. L’utilizzo delle Camere di Commercio a questo scopo ritengo sia un passaggio strategico. Sono soddisfatto che il nuovo governo abbia dedicato un dicastero autonomo al turismo. La nomina del ministro Garavaglia è una buona notizia anche per Pisa: l’ho sentito telefonicamente invitandolo nella nostra città per un confronto sul tema».

Ma ora si tratta soprattutto di superare la crisi sanitaria...

«Bisogna fare di più sul piano delle vaccinazioni, unico strumento in grado di far ripartire la mobilità nazionale e internazionale, tanto utile per il Paese e anche per Pisa. Accolgo con favore il cambio di passo del governo, grazie anche all’impegno del ministro Giorgetti. Abbiamo messo a disposizione i locali dell’ex mensa Cpt per permettere all’Asl, quando sarà il momento, di utilizzare anche quegli spazi per una vaccinazione più rapida. Ma il tema ora è quello della produzione dei vaccini in territorio nazionale. Non ci mancano le competenze per questo, forse ci è mancata la programmazione. Giorgetti sta spingendo e noi siamo pronti a dare il nostro contributo. Mi confronterò nei prossimi giorni con il mondo accademico e con le industrie farmaceutiche di Pisa per fare delle proposte concrete al ministro». —

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