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Aeroporto di Pisa: lavoro a rischio, ipotesi di vendita e presto niente più cassa integrazione

Novecento lavoratori aeroportuali senza certezze per il proprio futuro. Sindacati verso lo sciopero

Danilo Renzullo

PISA. Mobilitazione. I lavoratori diretti e indiretti del Galilei rompono gli indugi e, dopo mesi di attese, decidono di avviare il percorso che nelle prossime settimane potrebbe sfociare in una mobilitazione unitaria di tutti i dipendenti toscani del settore aeroportuale.

Scioperi e manifestazioni. L’assemblea indetta da Filt-Cgil, Fit-Cisl. Uiltrasporti, Ugl-Ta e Usb di Pisa, riunitasi ieri virtualmente, ha indicato in una serie di azioni di protesta la strada da seguire per «difendere l’oc ...

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PISA. Mobilitazione. I lavoratori diretti e indiretti del Galilei rompono gli indugi e, dopo mesi di attese, decidono di avviare il percorso che nelle prossime settimane potrebbe sfociare in una mobilitazione unitaria di tutti i dipendenti toscani del settore aeroportuale.

Scioperi e manifestazioni. L’assemblea indetta da Filt-Cgil, Fit-Cisl. Uiltrasporti, Ugl-Ta e Usb di Pisa, riunitasi ieri virtualmente, ha indicato in una serie di azioni di protesta la strada da seguire per «difendere l’occupazione nell’aeroporto Galilei» in assenza di certezze e di impegni da parte del gruppo che gestisce gli aeroporti di Pisa e Firenze. «La comune difficoltà vissuta dai lavoratori, con il drastico calo dei voli e delle attività a causa della pandemia, arriva con il mese di marzo a drammatiche scadenze: ammortizzatori sociali, proroghe negli appalti e divieto di licenziamento – l’allarme dei sindacati –. A rischio ci sono centinaia di posti di lavoro e il salario dei lavoratori. L’assemblea di fronte a queste difficoltà decide la mobilitazione unitaria di tutti i lavoratori per evitare licenziamenti e ristrutturazioni aziendali nel pieno della pandemia». Tra queste anche le voci, non confermate ma nemmeno smentite, su una possibile vendita di Toscana Aeroporti Handling, società del gruppo che gestisce gli scali di Pisa e Firenze addetta alle attività di terra.

«Una pandemia che rialza la testa, che si aggrava e peserà per molti mesi ancora, i cui effetti non vanno ulteriormente drammatizzati da possibili decisioni aziendali volte a liberarsi di parte della forza lavoro – aggiungono i sindacati –. Tutto il settore del trasporto aereo è in crisi e va adeguatamente sostenuto anche nella nostra realtà. Purtroppo, il confronto con Toscana Aeroporti è sempre più difficoltoso: appare sempre più chiara la volontà aziendale di non discutere le richieste dei lavoratori e del sindacato. Manca in particolare la definizione di una strategia condivisa per la difesa della produzione e dell’occupazione al Galilei. Siamo preoccupati per le incessanti voci sulla vendita del comparto handling e sulla riduzione dell’occupazione negli appalti diretti. Altrettante ricadute ci possono essere nei settori del noleggio, delle pulizie, della ristorazione, mentre aumentano le incertezze per i lavoratori stagionali e i part-time verticali».

Decisivo potrebbe essere l’incontro convocato per lunedì tra la società e le organizzazioni dei lavoratori per discutere della cassa integrazione applicata lo scorso marzo ai quasi 900 dipendenti di Toscana Aeroporti e Toscana Aeroporti Handling in scadenza a fine mese. Durante l’incontro i sindacati rivendicheranno anche la proroga o il rinnovo degli appalti in scadenza (centinaia di lavoratori tra il Galilei e il Vespucci) e «impegni concreti» per la difesa di tutti i posti di lavoro.

«Tutte le aziende del settore, a partire da Toscana Aeroporti, devono impegnarsi per salvaguardare l’occupazione del settore, compresi gli appalti e l’indotto. Non è accettabile che le società chiedano centinaia di milioni di finanziamento per scongiurare tagli occupazionali e poi non prendano impegni concreti con i lavoratori una volta incassati i soldi», l’accusa dei sindacati che chiedono alle istituzioni l’apertura del tavolo di crisi sul trasporto aereo. —

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