Undici bus fermi per guasto: corse saltate e utenti a piedi

A Pisa e provincia l’emergenza è quotidiana: ogni giorno il 10% dei mezzi si ferma e sulle officine mobili salgono autisti anziché meccanici

Pisa. La maggior parte restano chiusi nei depositi di Ospedaletto, altri fermi nei terminal in attesa di essere consegnati alle officine. In ogni caso, il risultato non cambia: corse saltate e utenti appiedati. Ogni giorno, il parco mezzi destinato al trasporto pubblico su gomma urbano ed extraurbano di Pisa è sguarnito in media di almeno dieci autobus. Oltre il 10% dei circa 90 mezzi che quotidianamente accolgono studenti e pendolari. Chiusi nei depositi e nelle officine in attesa di “guarire” da guasti sempre più frequenti.

Oggi, venerdì 5 marzo, undici vetture sono rimaste nei box. Giovedì almeno dieci, il giorno precedente tredici. Una media di dieci autobus al giorno guasti che inevitabilmente si riflette sul servizio con una fisiologica diminuzione delle corse. Vetustà dei mezzi, la cui età nonostante gli sforzi degli ultimi anni per ringiovanire il parco mezzi rimane molto alta (13 anni, di poco superiore all’età media di quella nazionale che si attesta su 12, 5 anni) e mancato turn-over nelle officine che ha ridotto la forza lavoro destinata ai reparti tecnici, sono secondo le organizzazioni sindacali le principali cause della quotidiana assenza dalle strade comunali e provinciali di un nutrito numero di autobus.


È quanto emerso anche dalla seduta della seconda commissione consiliare di controllo e garanzia del Comune di Pisa che ha convocato le organizzazioni sindacali e i rappresentanti della Ctt Nord per discutere dei guasti al parco mezzi che si sono verificati negli ultimi mesi ed in particolare quello che ha provocato il distacco di un volante da un autobus in servizio sulla linea 5.

I sindacati hanno denunciato anche lo “smembramento” delle officine mobili, i reparti tecnici addetti a verificare la funzionalità di un autobus in panne ed eventualmente ad intervenire tempestivamente sul posto. «Spesso – hanno evidenziato i rappresentanti dei lavoratori alla commissione – alle officine mobili sono destinati gli autisti per l’assenza degli operai e dei tecnici chiamati a valutare la situazione e ad effettuare piccoli interventi di riparazione». Dei nove addetti che formavano le squadre di pronto intervento, ne sono rimasti quattro, gli altri sostituiti da conducenti che possono limitarsi solo a trasportare, se funzionante, l’autobus in officina alimentando le attese per le riparazioni. Un’emergenza secondo i sindacati da fronteggiare con nuovi investimenti e rimpinguando la forza lavoro addetta alle officine.

A pesare è anche lo stallo nell’assegnazione della gara regionale per l’affidamento ad un unico gestore del servizio in Toscana che impedisce di programmare investimenti e l’acquisto di nuovi veicoli. Secondo la Ctt Nord, negli ultimi anni è progressivamente lievitata la spesa in manutenzioni ed acquisto di pezzi di ricambio: oltre 8,7 milioni di euro la spesa media annua negli ultimi quattro anni (il 22% in più rispetto a quella mediamente registrata nei quattro anni precedenti) salita a 9 milioni nel 2020. Investimenti necessari ad alimentare la sussistenza di dodici officine dislocate nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara (che impiegano 165 addetti in totale) e ad assicurare la manutenzione ad oltre 850 autobus. –

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