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Vetture pagate e mai arrivate: indagata titolare dell’Auto Elle

Vetture in vendita sul piazzale di un autosalone

Contestata la truffa. Da mesi l’autosalone di Vecchiano è chiuso e i responsabili sono inseguiti telefonicamente dai clienti

Vecchiano. Avviso di chiusura delle indagini in cui si ipotizza il reato di truffa per la responsabile dell’autosalone Auto Elle Group di Vecchiano al centro di una crisi che ha portato a ritardare o a non consegnare le vetture pagate in anticipo dai potenziali clienti.

Dopo la querela di un automobilista livornese, la Procura labronica ha notificato a Martina Mucci, 23 anni, di Cecina, l’atto con cui viene informata della fine dell’inchiesta a suo carico per la mancata consegna dell’auto ordinata e pagata alcune migliaia di euro da un pensionato.


Da mesi l’autosalone è chiuso e i responsabili sono inseguiti al momento solo telefonicamente dai clienti che, dopo aver versato un anticipo, sono rimasti in attesa per mesi di una macchina destinata a rimanere solo nei desideri iniziali ormai sfumati.

Se a Livorno la Procura è arrivata in tempi celeri all’avviso di chiusura delle indagini, la situazione a Pisa è ancora in una fase di stallo. Sono numerose le querele presentate da chi si è sentito truffato dai titolari dell’autosalone. E altrettanto capiente è il filone delle cause civili e in parallelo pure quello delle trattative avviate con le società finanziarie per sospendere il pagamento delle rate. Il sistema descritto nelle querele è stato sempre lo stesso. Richiesta di sostanzioso acconto al momento della stipula del contratto e poi talvolta - addirittura - sollecito per il pagamento del saldo a fronte del quale le vetture - di cui venivano anche inviate fotografie - sarebbero state messe a disposizione dei clienti. E, invece, pagato anche il saldo ecco la sgradita sorpresa: niente auto, soldi svaniti e con scarse possibilità di recuperarli. «Da lì in poi scuse e pretesti si sono susseguiti da parte del personale dell’autosalone e sono dei più svariati e coloriti – spiega l’avvocato Alberto Foggia che assiste diversi cliente beffati –. Non bisogna pertanto più attendere ma agire intanto in sede penale e poi anche in sede civile. Ciò è quanto stiamo facendo cercando così di offrire una possibile prospettiva di recupero o quanto meno, di punizione dei responsabili. Del resto a nostro avviso ci troviamo al cospetto di una vera e propria truffa». —



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