Caso Scieri, il pg della Cassazione: il processo resti a Pisa

Emanuele Scieri

La Suprema Corte deve pronunciarsi sulla giurisdizione ordinaria o militare del procedimento

PISA. Il sostituto procuratore generale della Cassazione ha concluso nella mattinata di martedì 23 febbraio il suo intervento indicando in Pisa la sede naturale del processo per la morte di Emanuele Scieri nella caserma Gamerra il 16 agosto 1999. Il pronunciamento della Suprema Corte verrà comunicato la mattina di mercoledì 24.

Se la scelta della Suprema Corte dovesse cadere su Roma vorrebbe dire che il processo verrebbe celebrato davanti al Tribunale Militare, se fosse  Pisa significherebbe l’assegnazione del caso alla magistratura ordinaria con il giudizio davanti al gup vista la richiesta degli imputati di chiedere di essere giudicati con rito abbreviato. La richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Pisa riguarda l’ex comandante della Folgore Enrico Celentano e il maggiore in congedo Salvatore Romondia di Pisa, entrambi accusati di favoreggiamento. Rispondono di omicidio volontario aggravato in concorso Andrea Antico di Rimini, l’unico militare ancora in servizio, Alessandro Panella e Luigi Zabara. La Procura militare vuole processare sempre per omicidio solo Panella, Antico e Zabara. 

Il conflitto di giurisdizione è stato sollevato dall’avvocato Andrea Di Giuliomaria, difensore di uno degli imputati, con l’obiettivo di chiarire se la sede naturale del processo deve essere Roma (magistratura militare) o Pisa (magistratura ordinaria).  Il reato contestato a Roma ai tre imputati è violenza ad inferiore mediante omicidio pluriaggravato. Nel procedimento davanti al gup militare sono imputati Andrea Antico, 41 anni, attualmente in servizio nel 7/o Reggimento Aves (Aviazione dell'Esercito) di Rimini e unico dei tre a vestire ancora la divisa, Alessandro Panella, 41 anni, di Cerveteri (difensori Tiziana Mannocci e Marco Meoli) e Luigi Zabara, 43 anni di Frosinone (difensore Di Giuliomaria).