Trova morta in casa l’ex compagna di Pino Cobianchi

Nella foto Luisa Borriello

Pisa: la donna non rispondeva da giorni, uccisa da un malore. L’uomo s’impiccò in cella: era all’ergastolo per tre omicidi

PISA. Il suo compagno lo trovarono morto impiccato in una cella del carcere di Opera. Era il 13 febbraio 2012.

Lei ieri mattina era stesa sul letto dell’appartamento in cui viveva al Cep, vittima di un malore fatale che risale ad almeno una settimana fa.


Due vite interrotte prematuramente e che per anni, dal 2002 e fino all’arresto di lui, si erano intrecciate in una relazione che aveva fatto da sfondo a una storia giudiziaria di una Pisa noir mai più replicata.

Lui era Pino Cobianchi, ergastolo per l’omicidio di tre prostitute e un’altra condanna a 30 anni per il delitto di una 29enne pisana. La ex convivente Luisa Borriello, 59 anni, di Napoli, per anni compagna di quello che è passato alla storia giudiziaria come il killer delle prostitute.

Nel 2003 uccise tre donne di strada, nel 2006 una giovane pisana con la complicità di una donna. Era il periodo in cui Cobianchi era legato a Borriello, dentro la vita borderline del compagno, ma estranea alle sue imprese criminali. Quando venne trovato senza vita in carcere era il febbraio di nove anni fa. Aveva 55 anni. Luisa era l’unica persona presente al funerale del compagno nel cimitero di via Pietrasantina. Una relazione complessa in cui aveva fatto irruzione l’arresto di Pino per gli omicidi prima ammessi e poi negati da un personaggio dalla psiche turbata, ma non al punto da renderlo incapace di intendere e volere. Una vita in cui non erano mancati ostacoli quella della donna che aveva scelto di condividere l’esistenza con uno uscito dal carcere dopo aver scontato 26 anni per l’omicidio di un ragazzo di vita a Milano.

Nel palazzo Luisa non la vedevano da settimane. Ma non era una novità. Conduceva una vita riservata e di scarse relazioni. Dopo che dagli uffici dell’Apes, l’azienda proprietaria dell’appartamento, avevano provato per giorni a contattarla senza successo, si è mossa anche l’assistente sociale che la seguiva da tempo. Silenzio anche nei suoi tentativi. Di fronte a uno scenario che poteva far temere un epilogo drammatico sono stati chiamati i vigili del fuoco. Dopo aver aperto la porta, chiusa dall’interno, dell’alloggio in un palazzo in via Pierin del Vaga, gli agenti della municipale e il medico del 118 con il personale della Pubblica Assistenza si sono imbattuti nel corpo senza vita della donna. Nessun segno di violenza o elementi che potessero far pensare a un decesso che non fosse per cause naturali. Una morte arrivata nel silenzio di una solitudine in cui l’ex donna del serial killer delle prostitute era immersa da tempo. —


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