Compravendite in calo a Pisa, ma prezzi stabili si cercano case più grandi nelle periferie

L’effetto smart-working aumenta l’esigenza di spazi confortevoli e giardini. Gli affitti condizionati dal calo degli studenti

PISA. La pandemia rischia di affossare anche il mercato immobiliare, ma la contrazione delle compravendite non inficia l’andamento dei prezzi. Nel primo semestre del 2020 sono calate dell’undici per cento le trattative per la vendita e l’acquisto degli immobili rispetto al 2019. Percentuale destinata a stabilizzarsi attorno al 15 per cento a fine anno, accompagnata da un crollo degli affitti sprofondati con la progressiva “fuga” degli studenti universitari. L’emergenza sanitaria ha modificato un mercato che a Pisa, dal 2017, ha iniziato a sperimentare una crescita significativa dopo il blackout conseguente alla crisi del 2008. Un dato negativo, ma “incoraggiante” se rapportato alla media regionale e nazionale che sfiora un calo del 20 per cento di trattative andate a buon fine rispetto al 2019. Se Pisa arranca, è il resto della provincia a soffrire maggiormente registrando un meno 23 per cento di compravendite.

Nonostante la flessione, i prezzi restano stabili. Secondo un’indagine di Immobiliare.it, il più grande portale immobiliare in Italia, il valore medio di un appartamento a Pisa si attesta a 2.456 euro al metro quadro (variando dai 3.007 euro del litorale ai 1.771 euro di Coltano), 30 euro in meno rispetto a gennaio dello scorso anno.


«Il 2020 ha interrotto il generale trend di consolidamento dei buoni numeri degli ultimi anni – è l’analisi di Giovanni Ferrisi, responsabile del centro studi Fimaa di Pisa –. La pandemia ha portato ad un ripensamento dei modi di vivere e il mondo immobiliare ha recepito queste nuove esigenze come una vera e propria sfida fatta di green, sostenibilità ambientale, eco-bonus e smart-living. Lo smart-working ha portato molti a vivere la propria casa per un maggior numero di ore: assistiamo alla necessità di avere più spazio e quindi case sempre più grandi per rendere più confortevole il concetto di abitare. Questo aspetto si riflette sulla tipologia degli immobili da acquistare e sulla loro ubicazione, riportando molte persone verso le periferie dove è più semplice trovare case grandi, con giardino o terrazza, a prezzi più convenienti rispetto al centro».

A soffrire è soprattutto il mercato degli affitti, andato incontro ad un 25 per cento di disdette e un 30 per cento di rimodulazione dei canoni, condizionato dall’assenza degli studenti universitari. «Pisa è fortemente improntata al mercato degli affitti: venendo meno i soggetti che generano la domanda, la città è andata in difficoltà», commenta Mauro Buccioni, presidente Fimaa di Pisa, che indica due “bisogni” per facilitare le compravendite e risollevare il settore. «Abbiamo riscontrato un forte rallentamento negli iter burocratici di enti e banche, anche per la riduzione del personale in presenza – sottolinea –. Occorre agevolare il lavoro degli agenti immobiliari e dei tecnici e, per rispondere alle nuove esigenze, riqualificare il parco immobiliare». —

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