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Lo chalet del film "Bulldozer" è sul mercato, poi verrà demolito - Video

Si tratta del caratteristico edificio verde di legno del film con Bud Spencer girato a Marina di Pisa nel 1978. Il Comune mette in vendita anche l’edificio "gemello". I prezzi e la data di scadenza per presentare le offerte

MARINA DI PISA. Ora ha un prezzo e una data di scadenza per presentare le offerte. Lo chalet verde di via Andò, a Marina di Pisa, reso famoso da una scena del film "Lo chiamavano Bulldozer" con Bud Spencer, è formalmente sul mercato. Il Comune di Pisa, proprietario dell’immobile, ha pubblicato l’atto di vendita.

A Palazzo Gambacorti avevano registrato da tempo interessamenti per lo chalet di legno, simbolo anche della tradizione marinese dei pescatori. Dunque, non dovrebbero esserci problemi a trovare un acquirente. Che potrà farne quel che vuole, ma difficilmente resterà traccia di quello che è stato. La casetta è ormai una baracca, consumata dal tempo e dall’abbandono. Tanto che, nell’avviso di vendita, viene esclusa la possibilità di sopralluoghi per i pericoli dettati proprio dalle condizioni dello chalet.

Marina di Pisa, da star di "Lo chiamavano Bulldozer" a baracca: l'edificio del film ora è in vendita

Alla voce stato di conservazione si legge "da ristrutturare". La relazione della Direzione patrimonio del Comune, firmata il 3 dicembre scorso, è però più esplicita: «Stanti le condizioni di fatiscenza e di pericolosità, l’immobile a seguito dell’alienazione dovrà essere demolito». Il prezzo base per lo chalet di via Andò, al civico 7, è di 165.660,38 euro. La destinazione urbanistica resta civile abitazione. Il termine per la presentazione delle offerte d’acquisto pre-gara è fissato per il prossimo 15 febbraio entro le 10.

Allo stesso modo, il Comune di Pisa ha messo in vendita lo chalet "gemello", al civico 9 di via Andò. Le condizioni, sia di mercato che dell’immobile, sono praticamente le stesse. Cambia leggermente il prezzo base: 164.498,31 euro. Entrambi vengono descritti così: «Il bene oggetto di valorizzazione è un’abitazione di tipo isolato, attualmente non occupato. Più nel dettaglio l’area è collocata in una zona di fascia boscata compresa tra la selva pisana a est e il margine dell’abitato di Marina di Pisa a ovest. Il lotto su cui sorge il bene è accessibile da via Flavio Andò mentre gli altri lati confinano con una pineta. A circa 200 metri è possibile raggiungere il lungomare, dove sono presenti i principali servizi balneari».

La valutazione degli edifici è stata fatta dalla società Cresme Consulting, advisor immobiliare del Comune di Pisa. Lo chalet al civico 7 «poggia su una base in cemento armato - si legge nella relazione dell’advisor - mentre la struttura, le mura e le falde di copertura sono stati realizzati interamente in legno. Il piano terra comprende loggia, ingresso, quattro stanze, vano scala per accesso al primo piano, dove si trovano un disimpegno, due stanze e due ripostigli». Caratteristiche simili quelle relative all’immobile al civico 9.

Ma è l’altro, quello verde, ad attirare di più la curiosità. Si tratta dello chalet che entra da protagonista in "Lo chiamavano Bulldozer" nella scena del primo allenamento della squadra di football americano con Bud Spencer. I ragazzi si svegliano presto la mattina e corrono per le strade di Marina di Pisa. Passano così davanti a quella casa completamente verde dove una ragazza, affacciandosi alla finestra, li vede e li saluta.

Il film venne girato tra il litorale pisano, Livorno e Viareggio nel 1978. Quattro anni dopo il mitico Bud replicò a Marina e dintorni con "Bomber". Scenari, ricordi delle comparse e la riproposizione di quei film cult continuano a riportare a galla storie e luoghi negli anni.

Il soggetto del film, diretto da Michele Lupo, venne ispirato dal fatto che in quel periodo nascevano le primissime squadre italiane di football americano, le quali, per potersi fornire dell’equipaggiamento allora introvabile sul mercato italiano, mantenevano i contatti con le squadre militari americane che giocavano nelle basi Nato dell’Italia, sia per l’equipaggiamento che per l’addestramento. Racconta dunque uno spaccato della società di quell’epoca.

Lo chalet di via Andò è solo una delle location di Marina di Pisa rese celebri dal film. La partenza di quell’allenamento, ad esempio, è dalla stazione del Trammino, bene inquadrata dal regista. E poi piazza Sardegna, scelta come set del luogo di ritrovo dei giocatori, che arrivano da via Diacono e salgono sul prato della piazza, che dà proprio sul lungomare. Qui li aspetta Bud, che finalmente ha deciso di allenarli. E ancora il barbiere Osvaldo, com’era in quel periodo.

Ma è protagonista anche il mare, la spiaggia di Marina allora più grande. In particolare lo stabilimento di Orso, che «lavora saltuariamente come bagnino allo stabilimento Miramare», come dice il barbiere a Bulldozer. Tutta la scena della scazzottata in cui Bulldozer riesce a convincere Orso a unirsi al gruppo è stata girata sulla spiaggia retrostante il ristorante "da Toto". La fila di cabine-spogliatoio venne costruita appositamente per quella scena.

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