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Rogo del Monte Serra, chiesti 15 anni per Franceschi. Ecco perché per l'accusa è colpevole

Pisa, il pm Alemi ha concluso nel tardo pomeriggio la requisitoria iniziata alle 10,30

PISA. Una condanna a 15 anni di reclusione per incendio boschivo e disastro ambientale è stata invocata dal pm Flavia Alemi poco prima delle 18 di mercoledì 27 gennaio al termine della requisitoria contro Giacomo Franceschi, il 39enne calcesano accusato di essere il piromane dei Monti Pisani.

Il pubblico ministero ha iniziato il suo intervento intorno alle 10,30 e, a parte una breve pausa, ha proseguito per quasi tutto il pomeriggio illustrando davanti al secondo collegio del Tribunale perché Franceschi è l'autore dell'incendio che il 24 settembre 2018 devastò 1.200 ettari distruggendo 4 case. Una desertificazione della flora a cui serviranno decenni per ritornare alla condizione precedente alle fiamme. Il conto del dolore comprende anche la fauna sparita tra le fiamme. Due le frazioni fatte evacuare per un totale di circa 700 persone che per una notte dormirono fuori casa. In uno scenario del genere che nessuno si sia fatto male è un mezzo miracolo. Almeno quello, pensarono i soccorritori all’indomani di un incendio tra i più estesi registrati a livello nazionale.

Accusato di aver causato «danni incalcolabili» come ha detto la pm nella sua requisitoria, Giacomo Franceschi dopo una prima ammissione colposa del fatto ha ritrattato sostenendo di essere andato in confusione e di non essere lui il piromane del Serra. Chiamato a dare la sua versione dei fatti, Franceschi nell’udienza in cui è stato ascoltato disse: «Sono stato nove mesi in carcere e un anno ai domiciliari. Mi è servito per pensare. La sera del 24 settembre 2018 non ero sul Serra. Ci sono andato con le squadre antincendio. Quando ho detto ai carabinieri e al magistrato che c’ero stato ero in piena confusione, panico totale. Non so neanche io perché le dette quelle cose».