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Knaster, dal quartier generale di Londra: quel 75% ha un obiettivo ben preciso

Knaster a San Rossore e all’Arena Garibaldi

La prima giornata pisana del nuovo proprietario del club, ma soprattutto i piani e gli scenari

PISA. Un pranzo a San Rossore, poi oltre due ore all’Arena per presentarsi alla squadra e guardare un po’ di allenamento. «Sì, sono contento», le uniche parole che si lascia scappare. Un cenno di saluto con la mano dentro l’auto, senza fermarsi oltre il cancellone dello stadio. Ma anche un salto nella sede e un sopralluogo ai terreni di Gagno dove potrebbe sorgere il nuovo centro sportivo delle formazioni nerazzurre.

Una prima giornata di corsa e semi-blindata quella di Alexander Knaster nelle vesti di nuovo proprietario del Pisa Sporting Club con il 75% delle quote. Dodici milioni di euro la cifra della compravendita, ma con una serie di “premi” in caso di raggiungimento di obiettivi in un determinato arco di tempo.


Residenza a New York, uffici a Londra, punti di riferimento a Milano, ma il magnate anglo-russo ha seguito il closing della trattativa soprattutto dalle sue ville di Lerici e Forte dei Marmi. Luoghi che ama particolarmente, prova ne sia, una volta scelto di tentare un’avventura nel calcio, la trattativa per la Sampdoria prima e gli abboccamenti con il Parma poi, fino alla chiusura per il Pisa.

Prima tappa a pranzo al ristorante Poldino a San Rossore, in compagnia del presidente Giuseppe Corrado e di suo figlio Giovanni, oltre che di Marco Re, manager del suo advisor Tifosy. Mascherina nerazzurra con il logo del Pisa e abbigliamento informale, Knaster ha gustato un menù a base di salumi misti di cacciagione e pappardelle al cinghiale, mentre per vino è stato scelto un rosso di Bolgheri. Knaster e i Corrado hanno pranzato in una saletta riservata. L’uomo d’affari anglo-russo è stato molto cordiale con il personale di Poldino apprezzando in maniera particolare le pietanze.

Non è stato certo solo un pranzo di piacere, ma l’occasione per pianificare le prossime mosse. Dall’entourage di Knaster si ribadisce che l’operazione Pisa, nel senso di acquisizione della società nerazzurra più progetto-Arena, seguirà programmi di sviluppo precisi. «Questione di business», l’espressione che rimbalza da Londra. E infatti di questo il magnate anglo-russo si occuperà direttamente attraverso i suoi manager, mentre la parte sportiva sarà lasciata ai Corrado, soci al 25 per cento, «con i quali c’è molta sintonia», si dice tra i collaboratori del magnate a capo di Pamplona Capital Management.

Semmai ha un po’ sorpreso che del nuovo assetto non facciano più parte, nemmeno con quote poco più che simboliche, né Enzo Ricci, né Mirko Paletti. Ma è un rilievo che non meraviglia lo staff di Knaster: la trattativa è sempre stata impostata sulla base del 75 per cento.

Anzi, l’aver evitato l’ulteriore frazionamento dell’assetto societario risponde a una logica ben precisa. «Alexander ha voluto dare l’esempio, ha aperto la strada e lavora perché altri investitori che credono nel progetto Pisa, progetto del nuovo stadio compreso, lo possano affiancare nei suoi programmi di sviluppo. E quella a cui si rivolge è senza dubbio una prospettiva di livello internazionale».

All’orizzonte sono sicuramente due i passaggi che il nuovo Pisa intende compiere. Uno è il confronto con Legends International per il progetto stadio. «Finora ci siamo concentrati sulla trattativa per il club, Legends non è mai entrato nel processo di negoziazione», dicono da Londra. Ma questo avverrà. E Giuseppe Corrado ha il ruolo di trait d’union, visto che è il socio di Knaster nel Pisa Sc e che Legends è stata avvicinata dal suo advisor per l’operazione Arena, ovvero la Yard di Alessandro Pasquarelli.

L’altro passaggio chiama in causa la vicenda Arena e sarà per Knaster la presentazione alla città, probabilmente con un saluto al sindaco Michele Conti. Il quale commenta con evidente soddisfazione la svolta nerazzurra: «Le cose non succedono mai per caso. Come cittadino e tifoso sono assolutamente entusiasta. Come sindaco, invece, metto da parte la passione e analizzo questo risultato come il frutto di una lunga serie di scelte e di un lavoro pianificazione».

Il progetto stadio, il piano di riqualificazione del quartiere di Porta a Lucca e il dialogo continuo con la società «hanno contribuito – prosegue Conti – a rendere il Pisa appetibile per gli investitori internazionali. Questo aprirà opportunità economiche per tutto il tessuto cittadino, supportando il turismo, gli eventi e il commercio. Mi auguro di incontrare quanto prima Alexander Knaster per dargli il benvenuto a nome della città e iniziare sin da subito a lavorare a nuovi progetti insieme».

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