Il miliardario Knaster si prende il Pisa: la sua carriera, il patrimonio e i progetti nerazzurri

Quattro anni e un mese fa il club lottava per non sparire dal calcio: ora il grande annuncio che sognare sportivi e città. All'interno lo speciale per approfondire

PISA. Quattro anni e un mese fa lottavamo per non sparire dal calcio, ed evitammo il tracollo per poche ore, quelle che separavano l’acquisto del Pisa da parte di Magico Srl e la consegna dei libri contabili in tribunale da parte del revisore dei conti, a causa della voragine di debiti creata dalle gestioni precedenti; oggi iniziamo a sognare in grande. Alexander Knaster, classe 1959, nato a Mosca ma di nazionalità inglese e con residenza a New York, dalla tarda serata di ieri è il nuovo socio di maggioranza del Pisa.



La firma era nell’aria da giorni; e nel primo pomeriggio di ieri era rimbalzata da Londra la voce che la trattativa, andata avanti senza intoppi, aveva avuto un’improvvisa accelerazione anche in virtù degli ottimi rapporti personali fra Giuseppe Corrado e lo stesso Knaster, che ha acquisito la maggioranza delle quote detenute da Enzo Ricci e Mirko Paletti, cioè il 75 per cento. L’altro 25 era e rimane nelle mani di Giuseppe Corrado: quest’ultimo resterà presidente del club nerazzurro, suo figlio Giovanni direttore generale e Roberto Gemmi direttore sportivo. E ovviamente Luca D’Angelo allenatore.

La trattativa è iniziata nei mesi scorsi, con l’ausilio dell’advisor Tifosy. Knaster, creatore alcuni anni fa del fondo Pamplona Capital Management, ha un patrimonio personale stimato intorno ai 2,2 miliardi di dollari e possiede una villa a Forte dei Marmi, dove ha conosciuto Corrado.

Knaster, che nei mesi scorsi aveva condotto anche una trattativa per comprare la Sampdoria con un’offerta di 67 milioni di euro, entra nella compagine societaria nerazzurra per una cifra che si aggira intorno ai 15 milioni di euro. Un’operazione non da poco.

Proveniente da una famiglia ebrea di accademici, Knaster è immigrato dall’allora Urss negli Stati Uniti all’età di 16 anni e si è laureato in ingegneria elettrica e matematica presso la Carnegie Mellon University prima di una brillante carriera come uomo d’affari; ha anche conseguito un dottorato in economia presso l’Accademia delle scienze russa. Il suo Pamplona Capital Management a partire dal 2013 ha gestito oltre 6,5 miliardi di dollari di attività. È anche un filantropo attivo: ha dato un contributo significativo a diverse istituzioni accademiche e nel 2014 ha fondato la Mark Foundation for Cancer Research.

Nei comunicati arrivati ieri sera, Knaster compare solo per la voce relativa alle quote della società calcistica, ma comprare il Pisa significa quasi automaticamente entrare anche nell’affare della ristrutturazione dell’Arena Garibaldi, per la quale a breve la Yard di Alessandro Pasquarelli presenterà al Comune il Pef (Piano economico finanziario).

Un’operazione da 25-30 milioni di euro che servirà a far diventare lo stadio, avvantaggiato dalla posizione invidiabilissima - si trova a due passo dalla Torre Pendente, simbolo dell’Italia nel mondo - un polo multifonzionale e in grado di attirare anche eventi extracalcistici, come i concerti delle grandi star. Non a caso il referente principale della Yard, e quindi dei nerazzurri, è la Legends International, colosso con sedi in Inghilterra e negli Usa e fra le più importanti aziende al mondo per la pianificazione delle strategie di marketing riguardanti gli stadi. 

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