Nuovo stadio e Santa Chiara due partite, lo stesso manager

Su entrambe le operazioni il nome di riferimento è quello dello "chief executive officer" del Gruppo Yard

PISA. Riqualificare, recuperare, valorizzare. Sono le parole chiave per guardare al futuro della città. Alla trasformazione di luoghi che non saranno più gli stessi, ma dovranno essere migliori. Per la qualità di Pisa, per le sue prospettive di sviluppo, per la sua economia. È come se la Torre pendente, dalla sua sommità, sorvegliasse sulle più grandi partite che attendono la città in questi anni. Un orizzonte temporale non immediato, ma di cinque-dieci anni.

La Torre si trova proprio a metà strada tra l’Arena Garibaldi con il suo progetto di trasformazione in contenitore di eventi, centro commerciale, punto di riferimento dell’intrattenimento con ristorante e cinema. Un progetto ambizioso, ma con la regia, se tutto procederà secondo i piani, di un big del settore come Legends International che già si occupa del Bernabeu di Madrid e dell’Etihad di Manchester.


Dall’altra parte l’area dell’ospedale Santa Chiara, quasi un quartiere a ridosso di Piazza dei Miracoli, destinato ormai a lasciare la sua funzione storica con il progressivo e definitivo trasferimento delle cliniche al nuovo polo di Cisanello, due operazioni connesse dal valore complessivo di 500 milioni di euro.

Su entrambe le partite un nome di riferimento è quello di Alessandro Pasquarelli, chief executive officer del Gruppo Yard. La società milanese è dall’inizio advisor del Pisa e di Giuseppe Corrado per la questione stadio. Nel frattempo Pasquarelli è stato nominato anche real estate manager dal consorzio che si è aggiudicato l’appalto Cisanello-Santa Chiara. In particolare, dovrà occuparsi proprio della riqualificazione e della trasformazione dell’area del Santa Chiara. Un’operazione nei mesi scorsi passato dal controllo di Inso a quello di Fincantieri.

Arena Garibaldi e Santa Chiara restano comunque partite distinte. 

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