Il sindaco dopo l'incontro con Corrado: «L’Arena Garibaldi resterà sempre di proprietà dei cittadini pisani»

Conti: concederemo il diritto di superficie per una durata che potrebbe essere anche di sessant’anni

PISA. Il primo a incrociare le dita, a Palazzo Gambacorti, è proprio il sindaco Michele Conti. Quella che si prefigura per il calcio pisano, con l’avvento del magnate russo Alexander Knaster, è una svolta epocale. Ma per la città può esserlo ancora di più.

«È la conferma – dice il sindaco – della capacità di attrazione della città. Non voglio cantare vittoria prima del tempo, ma è un dato di fatto che nell’era Covid si sono affacciati nuovi interessi, di alto livello, su varie parti della città. Lo stadio è una di questa e può dare una spinta in più a diversi settori dell’economia. A cominciare dal turismo. Ma perché questo accada devono essere create le giuste condizioni e noi, attraverso la chiarezza delle nostre intenzioni concretizzare nella cosiddetta variante stadio, lo abbiamo fatto».


«Era inutile – prosegue Conti – continuare a pensare a uno stadio nella zona di Ospedaletto quando per vent’anni nessuno ha manifestato interesse a costruirlo là. Così come le amministrazioni precedenti avevano ipotizzato di spostare a Pisanova strutture come la sede del Tribunale e la Provincia, ma senza risorse. I finanziamenti devono arrivare dai soggetti privati. Gli imprenditori devono fare gli imprenditori e l’amministrazione deve agevolare, nel rispetto delle regole, l’impresa che favorisce lo sviluppo della città».

Il presidente del Pisa, Giuseppe Corrado, si è incontrato con il sindaco giovedì scorso a Palazzo Gambacorti. La conferma che le trattative con Knaster sono davvero entrate nella parte finale. Conti svela quello che, per Pisa, diventa un risvolto fondamentale dell’operazione: «L’Arena Garibaldi resterà sempre dei pisani». La precedente ipotesi prevedeva infatti l’utilizzo di un fondo pubblico (Invimit) per finanziare il restyling dell’Arena. In quel caso il valore dello stadio sarebbe stato trasformato in quote della società ad hoc che sarebbe stata formata per gestire l’Arena nel tempo. E così il Comune avrebbe partecipato al rischio d’impresa: se la società permette, l’amministrazione ci avrebbe rimesso.

Con l’entrata in campo di Knaster cambiano le condizioni: per l’operazione sarà utilizzata la legge sugli stadi. «In questo modo – spiega Conti – concederemo l’Arena solo per il diritto di superficie: la città ne resterà proprietaria sempre e il Comune non sarà più coinvolto nel rischio d’impresa. Sarà stabilita una durata di utilizzo, presumibilmente nell’ordine dei sessanta anni. E metteremo per scritto che lo stadio, in ogni caso, sarà sempre a disposizione del Pisa Sporting Club».

Ma quali vantaggi saranno garantiti ai cittadini di Porta a Lucca con il nuovo stadio-contenitore di eventi, ben oltre l’uso della squadra di calcio? «Il progetto stadio – risponde il sindaco – si porterà dietro una riqualificazione delle strade, a cominciare da via Rindi. Lo spostamento verso il terreno di gioco dei settori darà più respiro alle case vicine. L’introduzione della Ztl nei giorni degli eventi libererà dai vincoli delle attuali cancellate e dalla sosta selvaggia. Aumenteranno i parcheggi per ospiti e residenti». —

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