Muore a 58 anni noto bassista di blues

Originario di Riglione, Giorgio “Jiosva” Nieri era legato  a gruppi di musicisti che si esibiscono in tutta la provincia 

PISA. Il mondo della musica della provincia, quello che suona nei piccoli club e nei circoli, oppure alle tante manifestazioni folkloristiche, piange per la morte di Giorgio Nieri, il bassista del gruppo Dinosauri del blues, ma anche dei Cervelli della Nasa oltre a tante altre band che negli anni si sono unite per poi perdersi e, magari, tornare a incontrarsi di nuovo a distanza di anni. Un amore, quello per la musica, che non ha mai abbandonato Nieri, morto ieri mattina per una grave malattia che da tempo lo tormentava.

Era conosciuto con il soprannome di “Jiosva”, scritto proprio così, derivante dal suo nome di battesimo, a cui teneva tantissimo, essendo l’appellativo che lo ha accompagnato dalla gioventù.


Cinquantotto anni, originario di Riglione, ma molto conosciuto anche a Pontedera e in Valdera, Giorgio Nieri lavorava come giardiniere. Ma era essenzialmente un bassista coi controfiocchi, molto apprezzato dagli amanti del genere e ricercato da chi voleva dare qualità al proprio gruppo. Il suo era l’ambiente di chi fa musica per divertimento, ma con una bravura che avrebbe meritato ben altri palcoscenici. Una passione che lo aveva portato a migliorare un talento cristallino, ridendo e scherzando con gli amici di sempre, ma prendendo la musica molto seriamente quando era tempo di fare le prove o di salire sul palco per un’esibizione dal vivo.

Del resto, questo è il destino dei musicisti bravi, capaci di far sembrare semplici i riff più difficili. La concentrazione quando suonava il suo basso la notavi nell’espressione del viso che poi, all’improvviso, s’illuminava con un sorriso rivelatore di quanto fosse soddisfatto del pezzo appena suonato.

Padre di due figli, Nieri negli ultimi anni era come se si fosse ritirato a vita privata. Viveva a Usigliano, nel territorio comunale di Casciana Terme Lari. La notizia della sua morte è stata data pubblicamente sulla pagina Facebook dei Dinosauri del blues. E da quel momento è stato un susseguirsi di messaggi sul social network e telefonate tra amici che lo conoscevano fin dai tempi della gioventù. Un cordoglio sincero che ha viaggiato lungo un filo conduttore fatto di birre, risate, locali poco illuminati, atmosfere intime e sonorità tipiche di un mondo a sé, in cui musicisti e clienti spesso si conoscono da anni o diventano amici dopo una serata. —

Nilo Di Modica

© RIPRODUZIONE RISERVATA