Sensori per “inseguire” i sassini di Marina: «Si spostano e si consumano molto»

Geologo dell’università di Pisa spiega perché ogni anno la spiaggia artificiale sparisce rendendo necessari i ripascimenti

MARINA DI PISA. Dopo 13 mesi, i sassi spigolosi di marmo delle spiagge di ghiaia di marina, perdono il 64% del loro peso. E ciottoli anche molto pesanti si muovono significativamente di decine di metri anche con mare calmo e dopo poche ore dal posizionamento.

È questo il risultato dello studio di Duccio Bertoni, geologo e docente di dinamica sedimentaria costiera dell’Università di Pisa, presentato in un video in occasione di Bright2020. Lo studio è particolarmente interessante anche alla luce del passaggio di consegne della gestione delle spiagge al Comune. O per meglio dire della decisione del Comune di farsi carico degli interevnti di adeguamento delle spiaggie di ghiaia a Marina di Pisa che rappresentano di fatto una barriera anti erosione.


Il docente ha contrassegnato una “popolazione” di sassi ed ha di fatto, inventato “l’antitaccheggio” dei famosi e famigerati “sassini” che vengono rubati dal moto ondoso. «Abbiamo forato alcuni ciottoli delle spiagge di ghiaia inserendo all’interno dei sensori radio che a seconda della dimensione del sasso potevano essere cilindrici o a disco. Questi sensori emettono un impulso che viene captato da una antenna che emette un segnale acustico» spiega Bertoni. La cosa importante è che «ogni disco ed ogni cilindro trasmittente ha un suo codice identificativo. Sappiamo dove era all’inizio e sappiamo dove è stato ritrovato sia esso finito in acqua che rimasto sulla spiaggia».

I sassi delle spiagge di ghiaia dunque, perdono oltre a metà del loro peso in 13 mesi e si spostano già dopo sei ore anche con mare calmo. Questo potrebbe spiegare il perché, anche nelle recenti mareggiate, i sassi vengano catapultati sulla strada soprattutto nella zona del ristorante Barbarossa. «Non era questo l’intento dello studio – dice Bertoni – visto che siamo partiti dal fenomeno dell’erosione costiera e della perdita significativa di spiaggia nella zona appunta detta del Barbarossa». Le immagini infatti sono impressionanti nel confronto tra il livello di spiaggia nel 2008 e quello nel 2020. A cosa è dovuta questa perdita così significativa di spiaggia? «Là dove ci sono le scogliere emerse il mare non esercita così violentemente la sua forza. Nelle zone con scogliere sommerse o soffolte, la forza di contenimento del moto ondoso è smorzata ma è comunque significativa. Là dove mancano le scogliere emerse o soffolte, i sassi, i ciottoli si muovono anche con mare calmo e dopo pochissime ore» spiega il geologo. Lo stesso ricercatore è rimasto particolarmente colpito dalla grande perdita di peso dei ciottoli anche più pesanti ed arrotondati. Si pensa infatti che i ciottoli arrotondati siano meno “inclini” alla perdita di peso. «Con sorpresa abbiamo verificato che nonostate fossero di grandi dimensioni e arrotondati, anche questi perdevano il 59% del loro peso». Questo porta ad una conclusione molto semplice, e cioè che «la considerevole perdita di volume di quel tratto di costa di Marina è dovuta alla perdita di massa dei ciottoli». Un’altra conclusione a cui si potrebbe arrivare è che il ripascimento dovrebbe essere fatto con sassi di pezzatura importante onde evitare sia la perdita di volumi di spiaggia che il terribile fenomeno di vedere sassi come proiettili scagliati sulla carreggiata. Lo studio e l’esperimento dell’Università potrebbero in qualche modo essere utili al Comune. «Sono un geologo da campo – dice Bertoni – non sono un ingegnere e quindi posso solo consigliare di procedere ad attenti e frequenti monitoragi delle spiagge» . —

Carlo Venturini

© RIPRODUZIONE RISERVATA