Pisa Sc, pesano i mancati incassi ma è un bilancio trasparente: tutte le cifre

Giuseppe Corrado seduto in panchina all’Arena

Tre milioni in meno alla voce “ingressi stadio”, il personale costa 530mila euro al mese

PISA. Nei mesi tempestosi che avevano preceduto l’arrivo liberatorio di Giuseppe Corrado alla guida del Pisa Sc, una delle parole più scritte e pronunciate era due diligence. Ovvero l’analisi dei bilanci da parte del potenziale acquirente. Analisi che aveva portato, sempre per ricordare quei mesi tempestosi, a contrasti tra la famiglia Petroni e Pablo Dana. Il problema, come abbiamo verificato dopo e purtroppo sulla sua pelle la nuova proprietà nerazzurra, era il frutto delle difficoltà economiche che quei bilanci raccontavano in tutta la loro crudezza. Quei mesi sono finalmente alle spalle così come quella pesante situazione debitoria. Ecco perché ora si può parlare con tranquillità di un’eventuale cessione di azioni del Pisa, con il potenziale acquirente che può trattare con una società sana pur nelle difficoltà di questo ultimo anno in cui la pandemia ha stretto la sua morsa in tutti i settori economici e quindi anche nel mondo del pallone.

Chi si avvicina al bilancio nerazzurro anzitutto trova un documento certificato dalla prestigiosa Kpmg, società di fornitura di servizi professionali alle imprese attiva in 147 Paesi con circa 219mila dipendenti. A certificare il bilancio del Pisa è la sede romana della società, con un marchio di garanzia in tutto il mondo sulla correttezza e la trasparenza dei dati contabili.


Il Pisa è una Srl, controllata dalla Viris Spa. Secondo il bilancio al 30 giugno 2019 depositato in Camera di Commercio (ricordiamo che le società di calcio hanno una scansione temporale diversa dalle altre per le quali i bilanci si chiudono al 31 dicembre) quell’esercizio si è chiuso con una perdita di 3.024.364 euro interamente coperta, come si legge nel verbale dell’assemblea dei soci che ha approvato il bilancio stesso, mediante l’utilizzo della riserva straordinaria di 1.096.928 euro e per i restanti 1.927.436 euro con versamenti in conto capitale. Cifra più che dimezzata rispetto all’esercizio precedente che si era chiuso con una perdita di 7.342.583 euro.

Ma le voci positive sono molte altre sempre secondo i numeri del bilancio, tutte nella direzione di una gestione virtuosa. Nel 2019, ad esempio, sono aumentati i crediti del sodalizio. Il patrimonio netto, che nel 2018 era negativo, l’anno successivo è passato in terreno positivo, segno evidente di contenimento dei costi ed ottimizzazione dei ricavi. Stabile, sempre nell’esercizio 2019, anche l’indebitamento: stiamo parlando di una società che quell’anno ogni mese era chiamata a versare oltre 530mila euro per i costi del personale.

La situazione economica attuale non può che risentire di un 2020 (e purtroppo anche di un inizio 2021 che non sembra migliore) fortemente condizionato dalla pandemia che per il calcio ha come immediata conseguenza la chiusura degli stadi e quindi i mancati incassi.

Sempre per capire quale sia l’impatto economico delle “porte chiuse” per le casse societarie nerazzurre, prendiamo ancora ad esempio il bilancio del 30 giugno 2019. Stiamo parlando dell’anno della promozione in serie B culminato con la magica serata di Trieste. In quella stagione la voce “ingressi stadio” (comprendendo anche abbonamenti e trasferte) valeva 1.273.589 euro. Logico quindi pensare che in ottica presente, a cavallo delle due ultime annate, i mancati incassi potrebbero quantificarsi in una cifra molto vicina ai 3 milioni di euro. Ma la gestione oculata della società anche in questa fase Covid, ad esempio con alcune partnership importanti, prima tra tutte Cetilar, consente comunque di mantenere livelli qualitativi del bilancio grazie sicuramente a soci in grado, come si è visto nel 2019, di far fronte alle perdite. 



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