Il futuro della società nerazzurra: Corrado-Knaster, 10 giorni per la verità. Gli snodi decisivi

La trattativa per l’acquisizione del Pisa Sc prosegue: la somma in campo per il solo passaggio delle azioni varia tra 10 e 20 milioni di euro

PISA. Dieci giorni per concludere la vendita. In agenda Alexander Knaster non ha ancora un appuntamento ufficiale all’ombra della Torre. Ma in questi dieci giorni gli advisor che stanno seguendo per il ricco imprenditore britannico l’acquisto del 75% delle quote del Pisa saranno, probabilmente insieme a un team di avvocati e tecnici, in città. Ci sono da definire diversi aspetti, dal fronte stadio (in questi giorni è in programma una riunione tra il Pisa Sc e Legends International) a quello della governance della nuova società.

Se l’accordo andrà in porto, entro un mese sarà convocata una conferenza stampa con la presentazione in grande stile. Knaster, infatti, questa volta non vuole lasciarsi sfuggire un investimento che lo stimola e lo affascina. Anche per il calore dei tifosi pisani che lui, quasi toscano di adozione da più di dieci anni (ha una villa in Versilia), conosce piuttosto bene. A Genova due anni fa visitò personalmente, insieme a Vialli, le strutture sportive della Sampdoria. Ma trovò un proprietario, Ferrero, che sparò una cifra troppo alta rispetto all’offerta: 100 milioni di euro contro i 67 del miliardario di origini russe. Dopo un timido tentativo con il Parma, Knaster ci riprova con Giuseppe Corrado e il Pisa.


Anche Corrado, come Ferrero, ha costruito parte della sua fortuna e del suo curriculum manageriale nella gestione dei cinema. Il finale per il film di questa trattativa, però, Kanster vuole che sia diverso. Si è esposto già in due occasioni e un uomo di affari come lui difficilmente si ferma fino a che non raggiunge l’obiettivo. Per questo ora, pur non smentendo mai la trattativa, Knaster vuole essere più prudente. Un basso profilo dietro al quale c’è la voglia di sviluppare un progetto, senza pari in tutta Italia, con un piano a metà tra sport e turismo. Corrado, dal canto suo, ha costruito una rete di contatti e trattative che potrebbe davvero dare una nuova dimensione alla società. Da un lato ha sviluppato un rapporto personale con Knaster che lo manterrà all’interno della società. Una garanzia di continuità con i quattro anni di ottima gestione, finanziaria e sportiva, del Pisa Sc. Dall’altra, dopo una serie di problemi burocratici sul fronte nuovo stadio, Corrado ha visto svilupparsi, e forse ne è stato anche promotore, l’interessamento di Legends per la gestione del marketing della nuova Arena e del brand Pisa. Trattative che viaggiano, almeno al momento, su binari paralleli. Ma che entro la fine del mese dovranno in qualche modo incontrarsi senza ostacolarsi.

Altro nodo è la cifra che Knaster sarebbe disposto a investire nell’operazione. La somma in campo per il solo passaggio delle azioni del Pisa varia tra 10 e 20 milioni di euro. Una forbice non da poco, ma che non potrà costituire un ostacolo all’esito positivo. Basti pensare che 10 milioni di euro corrispondono allo 0,5% del patrimonio personale di Knaster, se si andasse nel range massimo si salirebbe all’1%. Come se un cittadino, con 20mila euro di risparmi in banca, decidesse di investire 10 o 20 euro in un nuovo business. Chiaro, Knaster nel piatto dovrà mettere altri milioni di euro. Ma con le giuste condizioni su tutti gli aspetti della trattativa, stadio compreso, l’obiettivo potrà diventare raggiungibile. 



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