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Morta storica imprenditrice pisana, fu segnata da una tragedia familiare

Nel 2011 il figlio si suicidò dopo aver ucciso il padre. L’idea di una fondazione nel nome di Bernardo Bandettini 

PISA. In un silenzioso pomeriggio di gennaio se ne è andata anche lei. La terza protagonista di una tragedia familiare con due vittime e una sopravvissuta.

Carla Bertelli si è spenta nella sua casa pisana per un malore che le ha risparmiato ricoveri e pellegrinaggi tra medici e ospedali.

Aveva 82 anni e fino all’ultimo ha dimostrato di avere la tempra di chi riesce a sopravvivere a tutto. Tranne che alla morte. Lo aveva fatto dal settembre 2011 quando il suo amatissimo figlio Bernardo uccise in auto nel parcheggio interrato di Corte San Domenico il padre Maurizio Bandettini, 74 anni, con due colpi di pistola per poi riservare il terzo proiettile per sé. Lottava da tempo con la sclerosi multipla l’uomo a cui la madre nel 2017 dedicò il libro “Bernardo. Dalla favola alla tragedia”.


Disse a una presentazione pubblica: «Mio figlio ha sofferto la mancanza di sensibilità e di presenza del padre, con una grande dignità, nonostante la sclerosi multipla. Nel biglietto che fu ritrovato nella sua tasca aveva motivato il suo gesto, dicendo che la sua vita ormai era finita e citando il rapporto con il padre. Non era un ragazzo viziato e superficiale. Non ho mai accettato certe descrizioni. Ed è per questo che ho voluto scrivere questo libro, per rimettere in ordine una vita di sofferenze terribili subite da questo ragazzo».

L’omicidio-suicidio fu un choc per la città. Una famiglia più che benestante, un matrimonio finito da tempo, le professioni di padre e figlio che si intrecciano, ma che per Bernardo rallenta a causa della malattia. L’odio covato dal figlio contro il padre scolpito nelle lettere lasciate alla madre come un testamento morale. I Bandettini rappresentano la storia dell’odontoiatria a Pisa. Dal 1910 sono stati dentisti per generazioni. Maurizio aveva intrapreso anche la carriera accademica oltre a quella di dirigente medico nell’Azienda ospedaliera. Bernardo lo aveva seguito nelle orme universitarie nel settore dell’odontostomatologia.

Sulla favola dell’infanzia nel tempo si erano allungate le ombre della crisi poi deflagrate in tragedia come raccontò nel suo libro Carla Bertelli. Il divorzio aveva allontanato i genitori con Maurizio che si era rifatto una vita. Fu l’ultima compagna a dare l’allarme non vedendolo rientrare dall’appuntamento con il figlio che tanto aveva insistito per vedere il papà la sera di quel 13 settembre. Un appuntamento con la morte per entrambi, pianificata da Bernardo che in una delle lettere scrisse: «Scusa mamma, ma non ce la faccio più». L’ultimo saluto a Carla Bertelli è stato portato ieri pomeriggio nella chiesa di Chianni, comune di cui era originaria.

Proprietaria di fondi, appartamenti e ville, la destinazione dell’ingente patrimonio sarà ora definita dalle volontà testamentarie affidate al notaio di fiducia. Una delle ipotesi, manifestate in vita dalla donna, era quella di creare una sorta di fondazione intitolata al figlio per finanziare progetti legati alla salute. Nel segno di Bernardo e alla sua memoria.

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