Contenuto riservato agli abbonati

Pisa e Arena: la trattativa alla fase finale. Non c'è solo Knaster

Giuseppe Corrado e e il magnate Alexander Knaster

La società di Londra che si occupa di show business studia i progetti. Le possibili sinergie in un mosaico che ancora deve svelarsi completamente

PISA. Dentro uno scenario per molti aspetti ancora da svelare sono due i punti fermi che avanzano. Il primo è che le trattative stanno per entrare nella fase decisiva: le parti si sono conosciute, si sono confrontate, i numeri sono sul tavolo. Per i prossimi giorni sono attese riunioni online che potrebbero essere decisive. La seconda è che i soggetti che si confrontano con il Pisa e con Yard sono almeno due. Perché il passaggio di proprietà della società nerazzurra e il progetto di restyling dell’Arena sono due lati della stessa medaglia.

Rimane da capire in che punto s’incontrano e quando lo faranno. Il fulcro della vicenda è ovviamente il magnate Alexander Knaster, interessato a rilevare la maggioranza del Pisa Sporting Club. Il negoziato gira attorno al 75 per cento delle azioni, circa l’equivalente di quanto posseduto attualmente dai soci Ricci e Paletti.


Fin qui la parte strettamente relativa alla società di calcio.
Ma poi c’è la vicenda stadio che a sua volta sta andando avanti. E qui entra in ballo un altro soggetto, un gruppo internazionale con sede a Londra che si occupa principalmente di intrattenimento, eventi musicali e concerti. È il soggetto che ha chiesto, già qualche mese fa, una relazione sulla realtà pisana con particolare attenzione ai numeri della popolazione studentesca e del movimento turistico, a partire dall’attrazione rappresentata dalla Torre pendente. Anche questo gruppo è in movimento e sta esaminando la situazione della variante urbanistica legata all’Arena.Londra è dunque il punto di riferimento per il futuro del Pisa e anche di un pezzo strategico della città. In questo mosaico complesso i tasselli devono ancora essere collocati. Perché è chiaro che Knaster è pronto ad investire sulle quote del Pisa Sc e che la soluzione, se i conti tornano, non può che fare la felicità di Giuseppe Corrado.

Ma poi occorre un soggetto o un gruppo che sia disponibile a fare lo stesso con il progetto dell’Arena da 25-30 milioni di euro, che nella nuova versione non può più fare affidamento su risorse pubbliche, se non in parte ridotta. Se dovesse diventare proprietario del Pisa, è evidente che il magnate anglo-americano di origine russa sarebbe coinvolto in prima battuta nel restyling dello stadio. Ma lo farebbe da solo? È qui che entra in gioco il gruppo londinese, leader nello show business. Il suo interesse è evidentemente quello dello stadio una volta trasformato in contenitore di eventi, oltre che di fondi commerciali, punti di ristoro, cinema.

La domanda dunque è: quale società si prenderà l’onere della costruzione e poi gestione dell’Arena “contenitore”? Una di quelle già in trattativa o sarà costituito un soggetto ad hoc?  Senza dimenticare che sullo sfondo resterebbe secondo alcuni la piattaforma Tifosy, quella già al fianco di Knaster nel tentativo di rilevare la Sampdoria. A sua volta potrebbe avere un ruolo, avendo caratteristiche per fare parte sia del progetto sportivo che della realizzazione della nuova Arena. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA