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Tasse universitarie aumentate, gli studenti non ci stanno: «Una scelta senza logica»

Pisa: gli universitari e le loro associazioni hanno organizzato un’assemblea online per venerdì prossimo. «Non mettiamo piede in aula da mesi, aumenti ingiustificabili»

PISA. L’aumento delle tasse ha suscitato non poche reazioni nella comunità studentesca. Da qualche giorno sono stati tanti gli studenti che si sono lamentati, affidando principalmente ai social perplessità e dubbi. Da loro punto di vista, non solo la mail del Servizio Tasse dell’Università ha comunicato la scadenza dell’1 febbraio 2021 per la prossima rata, la seconda in ordine di tempo per gli universitari, con più di un mese di anticipo rispetto allo scorso anno, ma anche molti e sostanziali aumenti della retribuzione.

«Il nuovo regolamento scarica il peso su noi ragazzi che da un anno e mezzo non mettiamo letteralmente piede nelle aule dell’Università – racconta Chiara, studentessa al quarto anno di Scienze dei Servizi Sociali –. L’ultima volta che ho seguito una lezione in presenza risale a novembre 2019. E ora ci fanno anche pagare di più rispetto agli anni passati. Com’è possibile? Ma con quale logica hanno preso questa decisione? – si chiede incredula la studentessa – Non stiamo usufruendo di alcun servizio e anche per il 2021 non sembra che ci sia uno spiraglio per poter tornare a vivere l’Università. Sarebbe secondo me giusto diminuire la retribuzione o al massimo lasciarla invariata, non certo rincararla».


E tra i ragazzi ad essere toccati dalla nuova modalità di tassazione anche molti laureandi che il prossimo mese concluderanno il loro percorso di studi. Questo è un caso particolare che deriva dai nuovi provvedimenti presi dall’Ateneo.Chi infatti si laurea nell’appello di febbraio dovrà pagare la seconda rata per intero e senza alcun rimborso o riduzione diversamente da quanto accadeva prima.Un contributo di fatto per pochissimi giorni. Parliamo di cifre, come riportato dai diretti interessati, che ammontano anche a più di 700 euro.

«Mi laureo il 12 febbraio – racconta una studentessa di Veterinaria che preferisce rimanere anonima – e devo comunque pagare per intero la seconda rata che fino all’anno scorso scadeva a marzo. È una cosa stranissima. Una mia collega si è laureata a settembre e a lei hanno rimborsato le tasse che aveva pagato in più, rientrando nell’anno accademico 2019/2020. Anche io rientro nello stesso anno, ma a distanza di soli quattro mesi a me non rimborsano proprio nulla, anzi mi fanno pagare per intero una rata maggiorata. In tanti si sono ritrovati come me e hanno chiesto direttamente al Servizio Tasse, che ha confermato di dover pagare tutte le tasse scadute alla data dell’inizio dell’appello di laurea».

Al di là delle diversità rispetto alla tassazione dello scorso anno certo è che, al contrario di Pisa, alcuni atenei italiani si sono mossi in una direzione opposta, anche in relazione alla situazione di emergenza sanitaria.
Di qualche giorno fa la notizia della Sapienza di Roma, dove tutti gli studenti che conseguiranno il titolo di studio entro il 31 marzo 2021 sono esonerati dal pagare le tasse per il nuovo anno accademico.
Dopo le tante proteste e i tentativi di chiarimento di studenti e studentesse, varie associazioni universitarie si sono messe in movimento.

Per venerdì prossimo, 15 gennaio, è infatti prevista un’assemblea online, alle 21, per fare il punto sull’emergenza. I ragazzi si confronteranno nell’occasione ed è presumibile che penseranno all’organizzazione di iniziative per contrastare la decisione presa dall’Ateneo. È indubbio che la situazione sta preoccupando la comunità studentesca e sembra inevitabilmente allontanare ancora di più gli universitari da Palazzo alla Giornata. —

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