Sanità: robot e intelligenza artificiale ora possono diagnosticare l'insonnia

La sede della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa

Studio di Scuola Sant' Anna e Università di Pisa apre nuovi scenari nella diagnosi dei disturbi del sonno

PISA. Uno studio pubblicato su Scientific Reports da un gruppo di ricercatori dell'Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna e dell'Università di Pisa dimostra che l'utilizzo combinato di dispositivi indossabili e algoritmi di intelligenza artificiale può semplificare la diagnostica dei disturbi del sonno, in particolare dell'insonnia, senza la necessità di ricorrere agli elettrodi della polisonnografia, normalmente impiegati in ambiente ospedaliero.

La ricerca descrive un nuovo approccio che si avvale dell'utilizzo di piccoli braccialetti poco invasivi, detti actigrafi, che vengono posizionati sul polso, come se fossero degli orologi, e dell'elaborazione dei dati grazie a un algoritmo di intelligenza artificiale per l'identificazione delle epoche di sonno e dei risvegli.

I ricercatori Tommaso Banfi e Gastone Ciuti

L'algoritmo può essere impiegato con i dati raccolti da dispositivi indossabili come smartwatch e smartband commerciali comunemente utilizzati per il monitoraggio dell'attività fisica. Il metodo sviluppato, assicura la Sant'Anna, «garantisce un'analisi ad alta prestazione del ciclo sonno-veglia e tutela la riservatezza dei dati sensibili del paziente poiché può essere integrato all'interno del dispositivo indossabile». I risultati dello studio, aggiunge, Tommaso Banfi, post doc della Sant'Anna che lavora nel gruppo di ricerca coordinato da Gastone Ciuti, «possono essere usati a supporto dell'attività clinica e ad uso delle persone affette da disturbi del sonno, come nel caso dell'insonnia, che interessa più di 10 milioni di persone, solo in Italia».

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