I figli, l'autismo, la speranza: «Io, mamma di due gemelli, ne ho perso uno per soffocamento. Ho scritto per non morire»

Sondra Cerrai, madre di due gemelli uno dei quali deceduto per soffocamento, si racconta in “Siamo tutti legati”, un libro-testimonianza che parla al cuore

“Siamo tutti legati”. C’è sempre qualcosa che ci tiene legati ai nostri pensieri, ai fratelli, ai dolori e ai ricordi. “Siamo tutti legati” è il titolo che Sondra Cerrai, di Calci, madre di due gemelli speciali, Mattia e Nicolò, insegnante di storia e filosofia all’istituto “Pesenti” di Cascina, ha scelto per il suo ultimo romanzo, uscito in questi giorni. La scrittura per curare ferite dell’anima ma anche per dare coraggio a famiglie che affrontano un disagio.

Migliaia di famiglie convivono ogni giorno con la disabilità fisica e mentale, provando emozioni che il mondo esterno fatica a comprendere, ripete l’autrice presentando il volume che è stato accolto con grande interesse. Ci sono mondi fatti di sofferenza quotidiana che raramente vengono raccontati. “Siamo tutti legati” è il racconto personale di una madre, Sondra, sulla sua estenuante lotta contro il tempo per salvare il figlio Mattia, affetto da autismo e morto nei mesi scorsi. Una testimonianza coraggiosa che rivolge ai lettori un messaggio chiaro e ricorda quanto sia importante rimanere uniti, proprio come diceva il piccolo Mattia, quando il mare ingrossa e le onde travolgono le nostre fragili vite. Si parla di autismo, pensando alle famiglie che vivono questo disagio. Una storia di vita profonda. «L’esigenza di scrivere questo libro nasce da lontano. È la storia familiare dei miei due gemelli, uno nato con problemi cardiologici e uno autistico. Abbiamo fatto un percorso lungo e doloroso, passato da tante cliniche. Niccolò è stato operato al cuore più volte, abbiamo passato momenti molto difficili – racconta –. Ma credo che dalle pagine del romanzo esca un messaggio positivo. Pur con due figli disabili, siamo riusciti con mio marito a fare tutto quello che fa una famiglia normale, viaggi compresi». Nicolò ha superato tre interventi al cuore, uno pionieristico, è stato eseguito a Montecarlo e ha fatto scuola.


Se Nicolò ha trovato una sua stabilità, si è laureato ed ha una storia positiva, Mattia dall’adolescenza in poi ha avuto problemi sempre più grandi, fino al decesso con procedimento giudiziario ancora in corso (i farmaci della terapia potrebbero aver causato il soffocamento). «Dopo la morte di Mattia avevo bisogno di fare qualcosa per non morire. La scrittura è stata una terapia – spiega Cerrai –. Il libro ha una lunghissima gestazione. Avevo cominciato dopo la nascita dei gemelli, tutti e due con patologie importanti. Poi avevo messo da parte questo progetto. All’inizio volevo dare alle famiglie, con figli disabili, un senso di speranza. Poi mi sono fermata. La speranza è diminuita, Niccolò dopo tre interventi ha trovato un suo equilibrio. Invece con Mattia è stato tutto più difficile da quando è arrivato ai 14 anni. Era impossibile tenerlo a casa, siamo stati costretti a farlo seguire alla Stella Maris. Poi l’episodio dei maltrattamenti nell’istituto dove viveva e dopo la morte».

Mattia è morto soffocato da un boccone e solo in seguito i genitori hanno appreso una verità che non conoscevano. Nella seconda parte del libro si fa avanti anche la richiesta e il bisogno di giustizia di questa famiglia. «Ripercorro sia la storia dei maltrattamenti oltre che della denuncia che abbiamo presentato per fare luce sulla morte di nostro figlio», racconta l’autrice.

Una storia che mira al cuore, pagina dopo pagina. «Trovare una casa editrice non è stato difficile – aggiunge l’insegnante –. Il titolo è molto importante: “Siamo tutti legati” è una frase che diceva sempre Mattia e che abbiamo scritto sulla sua tomba. Ci sono legami indissolubili. E le famiglie con bambini autistici spesso non riescono ad affrontare la situazione. Ci sono tante separazioni. Ma questo non è stato il nostro caso, siamo rimasti sempre molto legati». Una testimonianza da leggere fino all’ultima pagina. —

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