Addio a Roberto Salvini: un malore ha stroncato il barista col sorriso

Roberto Salvini

Lo storico titolare dello chalet alle Piagge aveva 78 anni. È morto all'improvviso nella sua casa di viale Bonaini

PISA. Una vita dedicata al lavoro, dietro al bancone del suo bar con quella voglia di vivere e con quel sorriso stampati sul volto.

Roberto Salvini, 78 anni, storico commerciante pisano, imprenditore di razza, titolare del notissimo chalet Salvini alle Piagge, se n’è andato l’altra notte, intorno alle 2.30, nella sua abitazione in viale Bonaini a Pisa. Un malore improvviso l’ha strappato all’affetto dei suoi cari. La moglie, resasi conto della drammaticità della situazione, ha chiesto l’intervento di un’ambulanza, ma nonostante i soccorsi siano stati tempestivi, il suo cuore ha cessato di battere.


Salvini, persona dinamica e attiva, da un po’ di tempo stava affrontando alcuni problemi di salute, ma niente faceva presagire ad una morte così repentina. Lunedì mattina l’imprenditore era uscito di casa come al solito per svolgere le normali commissioni e per fare un salto al suo bar. Nonostante il lockdown lo storico chalet Salvini, all’inizio del viale delle Piagge, è rimasto aperto, proseguendo l’attività con il servizio di asporto.

Il bar chalet alle Piagge


A curare gli interessi di famiglia il figlio Emiliano, al quale il padre in questi ultimi tempi aveva passato il testimone, anche se Roberto rimaneva un punto di riferimento per tutti all’interno della storica attività.

«Quello che è accaduto l’altra notte è stato per tutti noi un fulmine a ciel sereno - dice Emiliano Salvini -. Penso che ad uccidere il mio babbo sia stato un malore improvviso. Aveva dei problemi di salute, ma niente che potesse allarmarci, lui infatti continuava a fare la sua vita. E nei giorni scorsi era filato tutto liscio come sempre. Mio padre era persona positiva, solare, generosa che non si piangeva addosso ed anche l’idea di tenere aperto il bar nonostante le difficoltà che stiamo vivendo e toccando con mano tutti, era stata sua. Del bar Salvini diceva: “Non ha mai chiuso e quindi dobbiamo andare avanti nel bene e nel male”. Un insegnamento questo che ha lasciato a me ed a mio fratello Donato».

Il Salvini alle Piagge, storico locale cittadino, ritrovo di tante serate estive, ma anche invernali nella bella stagione, grazie alla sua terrazza immersa nel verde, punto di riferimento di generazioni di pisani, che ne avevano fatto la loro base, era infatti la sua creatura. Il locale era stato fondato da suo padre, Donato, ma conosciuto da tutti come Gino, nel lontano 1957. Fu un colpo di genio, un’edicola dove vendere le bibite, che grazie poi all’intuizione di Roberto si trasformò in quel locale che ben conosciamo e che negli anni caldi della protesta aveva anche ospitato molti degli studenti protagonisti della contestazione. Aneddoti di vita ed episodi raccolti nel libretto “Come due treni in corsa” a cura di Michele Battini e Davide Guadagni con il contributo di tante penne illustri, uscito per festeggiare il 50º del bar.

«Mio zio era una persona eccezionale, buona e positiva», così lo ricorda anche la nipote Daniela Salvini. Oltre ai figli Emiliano e Donato, l’imprenditore lascia la moglie Alma. L’ultimo saluto domani alle 15 in forma civile al cimitero della Misericordia di via Pietrasantina. —