Prima l’e-commerce, ora la maledetta pandemia: l'agraria Lazzerini si arrende

Dopo 72 anni di attività chiude la storica agraria-ferramenta di via Cattaneo. È una delle ultime testimonianze dell’anima commerciale di Porta Fiorentina

PISA. Con il suo stile retrò, le vetrine in cui i vecchi attrezzi si mescolano alle moderne apparecchiature e il lungo bancone che per oltre sette decenni ha rappresentato un approdo sicuro per centinaia di ditte e artigiani di tutta la provincia, rappresentava l'ultimo baluardo di un passato commerciale che ha lasciato spazio al web e ai centri commerciali.


L'agraria-ferramenta Lazzerini si arrende. Dopo 72 anni di attività, si abbassano le serrande dello storico negozio di via Cattaneo, una delle ultime testimonianze di un quartiere, Porta Fiorentina, che in pochi decenni ha cambiato il suo volto perdendo l'anima commerciale e quell'essenza di “pisanità” che ha contraddistinto la zona, “raccordo” tra la periferia e il centro storico. Prima l'arrivo delle multinazionali, poi l'avvento dell'e-commerce. Una spietata concorrenza unita alla metamorfosi di un quartiere dove spaccio, criminalità e degrado hanno invaso quello che era il secondo asse commerciale della città. Infine, la crisi provocata dall'emergenza sanitaria, ultimo colpo inferto ad una delle ultime storiche attività della zona.

Quando nel secondo dopoguerra Libero Lazzerini decise di aprire il secondo punto vendita della famiglia, già presente con un negozio ad Avane, la bottega era caratterizzata solo dalla presenza di qualche mensola di legno. Nessuna vetrina, né espositori. Il pavimento ospitava la merce in vendita: mangimi e prodotti alimentari per bestiame e animali da cortile. Era il 1948. L'Italia iniziava a riemergere dalle ceneri della Seconda guerra mondiale e l'intuizione di Lazzerini permise di sviluppare un fiorente commercio. Tutti, o quasi, allevavano nel cortile o nel giardino di casa galline e conigli. Molti i piccoli allevamenti di bestiame. Mancava però una rivendita di mangimi, almeno in quella zona che Lazzerini sfruttò affidandosi anche al passaggio della Camilla Del Lante, la locomotiva che collegava Pisa e Pontedera e assicurava rifornimenti quasi quotidiani.



«I macchinisti facevano spesso una sosta per scaricare la merce ordinata», racconta Sergio Lazzerini, 69 anni, contitolare dell'attività insieme al fratello Tiziano. «Grazie alla disponibilità dei fondi – aggiunge – il negozio iniziò ad ingrandirsi, specializzandosi in agraria, merceria e ferramenta». Tra gli anni '60 e '70 arrivò ad impiegare nove dipendenti. «Quelli sono stati gli anni d'oro», ricorda Lazzerini. «Poi è iniziato un lento declino – prosegue –. Il primo duro colpo è arrivato con la decisione di istituire il senso unico in via Cattaneo per permettere la realizzazione della corsia riservata ai mezzi pubblici, riducendo drasticamente i parcheggi».

Difficoltà logistiche alle quali si è aggiunta la spietata concorrenza di multinazionali e delle grandi catene commerciali prima e l'avvento dell'e-commerce poi. «Ciò ha significato meno clienti a fronte di costi di gestione che negli anni sono andati progressivamente aumentando – conclude Lazzerini ringraziando i clienti rimasti fedeli fino all'ultimo minuto –. A pesare è stato però soprattutto il decadimento della strada, diventata negli anni una sorta di piccolo ghetto, che ha alimentato una fuga dei clienti. La pandemia ha infine contribuito a dare l'ultima spallata» e a metter fine ad una storia che durava da 72 anni.


 

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