Travolta e uccisa dalla trave: caso verso l’archiviazione

Non riscontrate dalla Procura responsabilità contestabili nell’incidente mortale La turista chiese al compagno di farle una foto mentre si agganciava alla struttura

PISA. Non ci sono colpevoli per la morte di una turista torinese travolta da una trave di cemento armato alla quale si era aggrappata per farsi scattare una foto dal compagno.Nessuna responsabilità nell’incidente mortale per i legali rappresentanti della società di gestione dello stabilimento balneare nel cui giardino si verificò l’episodio fatale poco dopo mezzogiorno del 6 settembre scorso.

Il sostituto procuratore Giovanni Porpora, dopo aver ricevuto l’esito dell’autopsia e aver acquisito da tempo l’informativa dei carabinieri, ha firmato una richiesta di archiviazione non ravvisando violazioni di carattere penale da addebitare a chi aveva in gestione l’area verde all’ingresso del Bagno Imperiale.


Sarà ora il gip del Tribunale a decidere se accogliere la richiesta o disporre ulteriori indagini.

Eleonora Parisi aveva 43 anni. Viveva a Settimo Torinese e si guadagnava da vivere in una cooperativa di pulizie. Era scesa in Toscana per stare con il suo compagno, Marco Boretti, 44 anni, di Firenze. La mattina del 6 settembre in treno avevano raggiunto Pisa e poi in pullman erano arrivati a Tirrenia.

Una visita all’esterno all’ex discoteca Imperiale, frequentata da entrambi in passato, e poi la decisione di andare in spiaggia.Quando Eleonora vede il giardino scavalca la piccola siepe e chiede a Marco di scattarle una foto con il cellulare.

Si piazza sotto la trave sostenuta da due piloni. Non si limita a mettersi in posa. Di slancio si attacca alla trave che in una frazione di secondo cede sotto il peso della donna, colpita a morte alla testa. Uno choc per Boretti che chiama i soccorsi, inutilmente. A distanza di oltre due mesi la Procura è arrivata alla conclusione che per quell’incidente non ci sono responsabilità da contestare alla società Giba Srl, seguita fin dalle prime fasi delle indagini dall’avvocato Andrea Di Giuliomaria.

La turista è entrata nel giardino superando la siepe, ma non aperto al pubblico. Piante e decorazioni sono un ornamento all’ingresso del Bagno Imperiale, non rientrano negli spazi a disposizione dei clienti, né dei passanti. E poi la decisione di attaccarsi alla trave. Un altro pezzo ornamentale non progettato per un simile uso. Una costruzione da guardare a distanza, senza avvicinarsi.

A vederla così la trave non dava l’idea di essere talmente precaria da crollare con una semplice flessione. Anche se il pezzo si mostrava sicuro, il gesto di Eleonora è stato un azzardo non calcolato. E la sua morte adesso non invoca punizioni per una responsabilità di altri che non è stata accertata. —


 

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