«Pisa peggio di Milano a livello di contagi, colpa di un’estate troppo spensierata»

I grafici elaborati nella ricerca della Normale

Federico Calzolari (Scuola Normale) ha analizzato i dati dei positivi nelle due città: i numeri erano già in crescita ad agosto

PISA. Pisa ha vissuto un’estate da “cicala” peggio di quanto abbia fatto Milano. È quanto emerge da uno studio comparativo sui dati dei nuovi positivi nelle due città suffragato da grafici. L’elaborazione mostra un’impennata esponenziale ed inarrestabile dei nuovi contagi a Pisa già dal primo agosto, mentre la curva esponenziale di Milano, nello stesso periodo comparato, ha un andamento più lineare ed anzi con leggere flessioni o rallentamenti. Lo studio è stato fatto da Federico Calzolari, direttore del Dipartimento di Information communication e technology della Scuola Normale.

Cosa emerge dall’elaborazione dei grafici? «Una cosa netta: i nuovi contagi a Pisa hanno cominciato a salire già dal primo agosto. Poi il 10 agosto era evidentissimo che non solo la curva non stava assestandosi o decrescendo bensì che aveva una spinta visibilissima ad un crescita esponenziale. E nessuno se ne è accorto che Pisa aveva un aumento esponenziale anche a settembre ed ottobre. Inarrestabile», dice Calzolari. Peggio di Milano? «È evidente. Milano ha avuto una sorta almeno di appiattimento. Pisa no. L’andamento dei contagi a Milano è cresciuto meno rapidamente che a Pisa. Non so se qui in città scontiamo la grande voglia di libertà di quel periodo. Non saprei a cos’altro imputare dal punto di vista scientifico e cioè con dati alla mano questo esponenziale numero di positivi».

Calzolari fa una critica: «Nessuno se ne è accorto». E spiega: «Alcuni medici, soprattutto epidemiologi ed analisti dei dati, ci hanno avvertito, ma ha prevalso sui media la disinvoltura di commentare positivamente i dati. Chi decide, cioè, chi comanda non dà retta alla comunità scientifica ed i dati vengono divulgati malissimo». Un esempio? «Non si contestualizza mai. Se io ho 38 di febbre può essere una notizia positiva o negativa. Il dato giornaliero dei positivi non dice nulla. E mi spiego: se ho 38 e vengo da giorni con 39 di febbre avere 38 è una buona notizia. Non lo è se stavo bene. È in realtà la variazione della temperatura ad essere importante, spesso più importante del valore numerico stesso. È quindi inutile commentare come buona notizia su contagi in calo quando ci sono 30mila nuovi casi al giorno solo perché il giorno prima erano 30.001. È come se correndo in macchina a 300 chilometri orari rischiassi di andare contro un muro; non è che se rallento un filo e ci sbatto a “soli” 299 chilometri all’ora mi faccio meno male».

Quali sono allora i numeri che contano? «Gli unici numeri sensati purtroppo da poter analizzare e su cui fare qualche analisi sono a mio avviso il numero dei deceduti e delle terapie intensive. E questo perché i protocolli di accettazione sono più o meno simili in tutta Italia. Per quelli però non ci sono a livello di singola città, ma solo di regione. Il sottoscritto assieme alla comunità scientifica guidata dal professor Giorgio Parisi chiede da tempo che vengano raccolti e divulgati dati in modo corretto e intelligibile. I dati non mentono. Chi non ha dati ha solo un’altra opinione». Perché mancano i dati? «Forse perché, se venissero divulgati, chi decide non potrebbe farlo più senza consultare e dare retta alla comunità scientifica. Già oggi sappiamo che la cifra dei nuovi contagi è inferiore di almeno sei volte. Lo dicono i test sierologici».

Riavvolgendo il nastro del tempo, cosa è successo ad agosto? «I dati a Pisa ed in moltissime regioni e città italiane erano chiari, la curva stava risalendo - dice Calzolari -. Ma si sono riaperte le discoteche. I distanziamenti? Nulla. Tanta voglia di vacanza e di riprendere la vita normale hanno prodotto il disastro. Con il senno di poi, a mio avviso unica scienza esatta, forse sarebbe stato bene dare retta, in quei tempi vacanzieri, a chi faceva notare la cosa invece che additarlo di terrorismo psicologico e passare solo messaggi tranquillizzanti». Ora i dati riportati nella curva cosa ci dicono su Pisa? «Sembrerebbe notarsi un rallentamento del contagio. Rallentamento non significa che sta calando il numero di malati, ma solo il numero di nuovi contagiati al giorno».

La guida allo shopping del Gruppo Gedi