Moschea, "il permesso a costruire è atto dovuto"

Il Tar certifica la carenza di interesse del ricorso della comunità islamica dopo il parere favorevole della Soprintendenza

Il pronunciamento del Tar è arrivato dopo l’atto della Soprintendenza invocato da Mohammad Khalil e l’Associazione Culturale Islamica e per il quale avevano fatto ricorso. Tradotto: i giudici amministrativi dichiarano improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto di interesse. Quello che la comunità islamica voleva per procedere alla costruzione della moschea era già stato ottenuto, almeno in parte.

Al netto dei tecnicismi che arricchiscono i duelli amministrativi, la strada è spianata verso la realizzazione del luogo di culto nell’area già acquistata a Porta a Lucca.

L’avvocato Valerio Pardini, che con la collega Lina Cini, rappresentata l’Associazione Culturale Islamica, spiega: «I miei clienti hanno già presentato la soluzione progettuale rettificata che accoglie le prescrizioni della Soprintendenza. Ora il comune deve rilasciare il permesso a costruire. Si tratta di un atto dovuto. Diciamo che in questa storia, tra delibere e ricorsi, si è perso un anno».

Il ricorso era stato presentato per ordinare al Ministero dei Beni Culturali e quindi alla sua articolazione territoriale della Soprintendenza di emanare il parere sull’autorizzazione paesaggistica.

Non avendolo fatto, Khalil e l’Associazione Cultura Islamica si erano rivolti al Tar. Quel parere tanto atteso era poi arrivato l’11 settembre scorso: «Favorevole con prescrizioni».

Il 4 agosto la Soprintendenza ha scritto al Comune chiedendogli «di riattivare il procedimento in oggetto e che, successivamente, è stato rilasciato il parere favorevole».

Insomma, la Soprintendenza informava Palazzo Gambacorti che sulla moschea il parere di sua competenza lo avrebbe espresso a breve. Nel giro di un mese è arrivato con un via libera subordinato ad alcune modifiche recepite dall’associazione islamica.

Lo sguardo ora è rivolto al Comune e a quell’atto che, secondo i legali, è più che dovuto: il permesso a costruire la moschea a Porta a Lucca. La contrarietà di Lega e centrodestra era stata tradotta in una delibera che cambiava la destinazione d’uso dell’area trasformandola in zona per parcheggi anche a servizio dello stadio in vista del restyling dell’Arena Garibaldi.

Il Tar li aveva bloccati con una sentenza in cui era stato «riconosciuto che gli atti adottati dal Comune di Pisa contro la realizzazione della moschea a Porta a Lucca violano il diritto alla libertà di culto della comunità musulmana, tutelato dalla Costituzione, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e della Convenzione Europea dei Diritti Umani». —


 

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