Darsena Europa, allo studio gli effetti sul litorale pisano

La zona dove è prevista la Darsena Europa

L’indagine affidata dal Comune di Pisa ad una società di Genova per 24mila euro «Con l’ampliamento del porto di Livorno dobbiamo tutelare la nostra costa»

PISA. Una spesa di quasi 24mila euro, più iva, per affidare uno studio sulla Darsena Europa, l’opera di ampliamento a mare del porto di Livorno, ed i suoi possibile effetti sul litorale pisano. Il servizio è stato commissionato dal Comune di Pisa alla società Dhi Srl di Genova. «A fronte di un forte problema sia di natura ambientale che economica rappresentato dall’erosione costiera influenzata da numerosi fattori meteoclimatici, geologici, biologici e atropici, si evidenzia la necessità - si legge negli atti comunali - di procedere all’affidamento del servizio per acquisire la realizzazione di uno studio idraulico e morfodinamico a supporto di eventuali interventi di compensazione degli impatti a medio-lungo termine indotti dalla realizzazione della Piattaforma Europa sul litorale Nord del Porto di Livorno».

Preoccupazioni sui possibili effetti sono già stati espressi più volte dal sindaco Michele Conti, che così aveva risposto, all’indomani delle elezioni regionali, su cosa mettesse sul tavolo della discussione Pisa rispetto al rapporto con il presidente Eugenio Giani: «Due i fronti sui quali mi aspetto la maggiore attenzione: la Darsena Europa, perché non ci siano riflessi penalizzanti per le imprese balneari del nostro litorale; e l’aeroporto Galilei».


Il tema era emerso anche in occasione di un dibattito la scorsa estate ad Eliopoli tra il sindaco di Pisa e quello di Livorno, Luca Salvetti, che aveva definito la Darsena Europa «come il futuro del porto di Livorno che in questo modo diventerebbe lo scalo marittimo di tutta la Toscana. Saranno investiti 600 milioni di euro, ci sarà un commissario che porterà avanti l’opera e, naturalmente, il progetto verrà sottoposto alla valutazione di impatto ambientale perché Livorno è una città attenta a questi aspetti». Conti, pur non esprimendo contrarietà alla realizzazione del progetto, aveva rimarcato che «ogni volta che negli anni si è intervenuti sul porto è aumentata l’erosione sul litorale pisano. La nostra costa vive soprattutto di turismo interno che è andato bene anche in questa estate post-Covid, ma va tutelato in modo che le imprese economiche non vengano danneggiate».

«Le opere di difesa ed i dragaggi saranno sottoposti alla procedura di Via di competenza statale, un momento fondamentale che prevede la partecipazione, tra gli altri, della cittadinanza e dei gruppi interessati», ha detto in più occasioni il presidente dell’Autorità Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Stefano Corsini, aggiungendo: «Nel progetto sono previste le opportune opere di mitigazione ambientale e che i fondali saranno manutenuti con frequenza periodica». Inoltre «è previsto che i 5,3 milioni di metri cubi di materiale sabbioso di caratteristiche idonee risultanti dalle attività di escavo siano usati per ripristinare la morfologia del litorale a sud di Marina di Pisa». —

francesco loi

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi