Contributi a fondo perduto per le attività del centro: ecco come fare la richiesta

L’Agenzia delle entrate ha aperto il canale telematico per i contributi a fondo perduto previsti per gli esercenti dei centri storici nelle città, come Pisa, colpite dal calo dei turisti stranieri a causa del Covid

L’Agenzia delle entrate ha aperto il canale telematico per i contributi a fondo perduto previsti per gli esercenti dei centri storici nelle città, come Pisa, colpite dal calo dei turisti stranieri a causa del Covid.

Chi ne ha diritto?


Il contributo spetta alle partite Iva che svolgono attività commerciale o di servizi al pubblico nel centro storico. L’attività deve essere aperta dal 1 luglio 2019, attiva alla data del 30 giugno scorso e non chiusa alla presentazione della richiesta. Per avere i fondi l’ammontare del fatturato nel mese di giugno 2020 deve essere inferiore ai due terzi rispetto allo stesso periodo del 2019

A quanto ammonta il contributo?

È calcolato in rapporto ai ricavi del giugno del 2019 ed è pari al 15% se sono inferiori o pari a 400mila euro e 10% se superano questa soglia euro ma non il milione di euro, chi supera questa soglia ha diritto al 5%. Il contributo minimo è pari a mille euro per le persone fisiche e 2mila per gli altri soggetti. Il massimo è di 150mila euro. Non è cumulabile con il contributo a fondo perduto già erogato dal ministero per le politiche agricole destinato alle imprese di ristorazione.

Come presentare l’istanza?

La domanda va presentata telematicamente attraverso i modello predisposto dall’Agenzia delle entrate. Deve contenere il codice fiscale del soggetto che richiede il contributo e l’Iban del conto corrente su cui accreditare la somma. Va poi certificata la fascia dei ricavi o compensi dell’anno 2019 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi di giugno 2019 e giugno 2020.

Come va trasmessa?

La pratica può essere trasmessa anche da un inermediario ma può essere presentata solo in via telematica attraverso la procedura web all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi” mediante le credenziali dell’identità digitale Spid. Una volta trasmessa il sistema informativo dell’Agenzia delle entrate risponde con un messaggio in cui è contenuto il protocollo telematico assegnato al file ed effettua un primo controllo formale. Se hanno esito negativo, viene rilasciata una “ricevuta di scarto”. Con esito positivo, viene rilasciata una prima ricevuta che attesta solo la “presa in carico” dell’istanza in attesa dei controlli sulla veridicità dei requisiti che porteranno all’accredito del rimborso sul conto corrente. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi