Capitale della cultura, lo smacco di Pisa. Magnani: «Non mi dimetto»

La difesa dell’assessore in carica: «La scelta di concorrere rientra nel mio programma di mandato. La città ha bisogno di una visione come contenuto nel dossier presentato. Rifarei tutto senza esitazioni»

PISA. L’assessore alla cultura non pensa minimamente a dimettersi, come richiesto dai consiglieri comunali del Pd. La candidatura di Pisa “Capitale della cultura” è stata bocciata, ma Pierpaolo Magnani guarda al futuro con l’obiettivo di continuare a lavorare a livello locale sul progetto presentato al Micbat come risorsa per la città. Una decisione, quella ministeriale, di escludere Pisa tra le dieci finaliste che ha sicuramente lasciato l’amaro in bocca, «ma dobbiamo guardare avanti».

Assessore Magnani, è rimasto deluso?


«Si, sono sincero. Vincere sarebbe stato bello, ma non mi illudevo. Pisa però, secondo me, aveva tutte le carte in regola per arrivare nei primi dieci posti. È andata così. Che dire? Noi ce l’abbiamo messa tutta con competenza e capacità».

Secondo lei che cosa non ha funzionato?

«Secondo me tutto ha funzionato. Il nostro dossier è totalmente in linea anche su quanto richiede ora il governo: digitalizzazione e mobilità sostenibile. Il nostro lavoro è (ed era) conforme alle linee guida per ottenere i contributi, finanziamenti e così via. Su questo progetto c’è la convergenza di tutte le istituzioni cittadine che si sono messe con grande impegno ed entusiasmo a collaborare. C’è una visione di città futura ed sul fatto che il progetto non sia stato considerato non mi voglio pronunciare. Ieri, però, ho letto un articolo di Vittorio Sgarbi che mi ha fatto riflettere, ma sono mie considerazioni personali».

Tornasse indietro farebbe la stessa scelta o magari sosterrebbe Volterra, come hanno fatto altri Comuni della provincia di Pisa?

«Sì, rifarei tutto senza esitazione e non sosterrei la candidatura di Volterra. La scelta di far concorrere Pisa rientra nel mio programma di mandato. E questo continuerà ad essere il mio programma. Su questo sono semplicemente convinto, perché Pisa e Volterra sono due realtà completamente diverse. E Pisa ha bisogno di un programma e di una visione futura come contenuto nel dossier presentato a Roma. Nel frattempo il Covid ha cambiato le carte in tavola, a torto o ragione, ha portato avanti Parma e ha deciso di imperio per il 2023 per Bergamo e Brescia. Alla luce di tutto ciò la candidatura di Pisa non sarebbe stata possibile rimandarla all’anno prossimo. Per cui sottoscrivo assolutamente la decisione, oltre ad ogni riga di quel progetto. Ringrazio Dario Matteoni, coordinatore, e tutti i funzionari e dipendenti comunali che hanno lavorato all’iniziativa. Oltre ad enti vari e associazioni che continuano a lavorare per questa strada da percorrere a livello locale».

L’onorevole Edoardo Ziello ha parlato di uno sgarbo ministeriale, riferendosi all’esclusione di Pisa…

«Prima ho citato Sgarbi e quello che ha scritto. Sgarbi, sgarbo. Il sospetto magari mi può anche venire, ma prima di esprimere un parere voglio leggere e capire i dossier».

I consiglieri comunali del Pd chiedono le sue dimissioni...

«Il Pd ogni volta che c’è qualcosa da contestare chiede le mie dimissioni. Le dimissioni si danno per atteggiamenti gravi. Io ho solo candidato la città ad un concorso e l’importante nella vita è partecipare. Ma soprattutto metterci la faccia ed il coraggio nelle idee in cui si crede. Io l’ho fatto e sono fiero di quello che ho portato avanti. Poi sarà il sindaco a giudicare. Per quanto mi riguarda, il mio operato non si è macchiato di nessuna colpa grave da dover lasciare il mio incarico». —

Roberta Galli

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