Il Tennis club Pisa insorge: finisce al Tar l’assegnazione dei campi comunali

«Nessuna risposta alle nostre richieste di chiarimenti» Il bando è stato vinto dal Tc Torretta White di Calcinaia 

Pisa

Un colpo di scena dopo l’affidamento in gestione al Tennis Club Torretta White dell’impianto sportivo del Tennis Club di Pisa: sarà il Tar della Toscana, magari già nella prima udienza in programma il prossimo 18 novembre, a decidere le sorti del più antico club sportivo pisano.


In una conferenza stampa dai toni accesi i vertici del Tennis Club Pisa, rappresentanti dal presidente Andrea Santini, dal vicepresidente Fabio Calabrese, dal consigliere Stefano Maestri Accesi e dall’avvocato Giovanni Montana, hanno sostenuto che l’aggiudicazione della gara per l’affidamento in concessione degli impianti tennistici di piazzale dello Sport sia affetta da macroscopici errori.

«Non abbiamo partecipato in eguali condizioni al bando del Comune di Pisa, che non ha mai risposto ad alcune questioni che per noi e per la realtà sportiva del Tennis Pisa che rappresentiamo sono fondamentali – ha detto il presidente Santini –. Non era nostra intenzione ricorrere al Tar, ma non potevamo restare inermi e silenziosi di fronte al pericolo concreto che questa bellissima e longeva realtà, che risale al 1931, riconosciuta come una delle meglio gestite del territorio, rischi di scomparire da un giorno all’altro».

«Siamo molto arrabbiati per quanto sta accadendo, perché se fossero venuti imprenditori con i soldi veri ad investire non avremmo avuto niente da ridire – ha spiegato Stefano Maestri Accesi –: la città sta facendo una pessima figura, perché non è pensabile affidare una gestione ventennale di un bando finalizzato alla gestione di un bene pubblico con dati di partenza errati e con un piano finanziario fondato su introiti sovrastimati. E trovo inaccettabile che il dirigente del Comune responsabile del procedimento ci risponda a chiare lettere che se la società vincitrice non dovesse realizzare quanto dichiarato, fra due anni verrà revocata la gestione. Non si può distruggere in questo modo una società che ha novant’anni di storia».

Secondo il vicepresidente Fabio Calabrese così facendo si va a perdere un progetto sociale importante, che era il motivo per cui era nato un tennis club comunale. Gestito da soci, che scelgono direttamente i dirigenti, con un obiettivo e una finalità esclusivamente sociali. Adesso viene affidato ad una impresa, che non avrà alcun interesse a sentire il parere dei soci, se non per motivi esclusivamente economici».

Ma ecco i motivi del ricorso, patrocinato dall’avvocato Giovanni Montana, con il quale si chiede che siano annullati la determinazione dirigenziale che ha approvato i lavori della commissione di gara e ha aggiudicato la stessa alla Ssd Torretta White. Secondo il Tennis Club Pisa, è anzitutto illegittima la commissione comunale giudicatrice della gara, visto che è stata istituita senza la presenza dei due esperti del Coni, violando quindi il regolamento comunale che prevede che la stessa sia composta da cinque membri. La commissione di gara avrebbe commesso un altro errore valutando un’offerta economica che prevede l’applicazione di tariffe orarie di noleggio del campo da tennis che violano le regole fissate dallo stesso Comune (16 euro contro un massimo di 12,42).

Inoltre, è parte integrante della proposta vincitrice la copertura temporanea non solo dei due campi abitualmente resi disponibili per i mesi invernali, ma anche l’installazione di due palloni pressostatici doppi. Una proposta ritenuta illegittima dal Tc Pisa «in quanto in contrasto insanabile con le norme urbanistiche del Comune», perché i due campi sono circondati su due lati da civili abitazioni con pareti finestrate e terrazzi e non vi sono le distanza minime dal confine. Fra l’altro tre proprietari delle abitazioni interessate hanno già messo per iscritto la propria opposizione all’installazione del pallone pressostatico.

Secondo il club pisano tutto ciò determina la non realizzabilità oggettiva della proposta tecnica e anche la non realizzabilità dell’offerta economica: «Senza la copertura dei due campi salta tutto il piano finanziario della vincitrice del bando». —