I ricoverati Covid a Pisa salgono a ottanta, quindici sono nelle terapie intensive

Un paziente Covid ricoverato in un reparto di terapia intensiva (Foto d’archivio)

Verso l’allestimento di quaranta posti di degenza ordinaria in più e di cinque nuove postazioni per i pazienti più gravi  

PISA. Gli ultimi ingressi hanno segnato una sorta di spartiacque tra la gestione ordinaria e quella emergenziale. Il campanello dall'allarme non è ancora suonato, ma l'eco rischia presto di diffondersi nei reparti dove quotidianamente approdano persone assalite da quel nemico invisibile che nelle ultime settimane ha messo nuovamente in mostra i muscoli. Oltre 40 i pazienti Covid-19 che nell'ultima settimana sono stati accolti nei reparti ospedalieri pisani dedicati alla lotta al coronavirus. La maggior parte è stata destinata ai reparti di degenza ordinaria, pochi quelli in terapia intensiva, anche se aumenta il numero dei contagiati gravi.

Niente di paragonabile alla situazione della scorsa primavera, quando gli stessi numeri si registravano a cadenza quotidiana, ma l'impennata di contagi inizia nuovamente a far temere un afflusso massiccio che potrebbe mettere in difficoltà i presidi sanitari. A preoccupare è anche la mancanza di un numero adeguato di medici ed infermieri pronto ad intervenire per fronteggiare una nuova ondata di contagiati che si trasformano in pazienti, rischiando di abbattersi su reparti che per il momento riescono a gestire l'aumento costante di ricoveri.

Sale ad 80 il numero di ricoverati nei reparti dedicati al Covid. Un bollettino che tra dimissioni e nuovi arrivi segna un più tredici rispetto a sette giorni fa. Quindici i pazienti in terapia intensiva, tre in più nel giro di una settimana. Un trend in continuo aumento che, seguendo una curva dei contagi in costante crescita, inizia a preoccupare. «La terapia intensiva non è ancora sotto pressione, ma manca poco», spiega il dottor Luigi De Simone, direttore dell'unità operativa di Anestesia e rianimazione materno-infantile del Santa Chiara e responsabile della terapia intensiva del Covid Hospital allestito nell'ex pronto soccorso del vecchio policlinico pisano. Un limite, quello tra la gestione ordinaria e l'emergenza, che rischia di essere oltrepassato entro poche settimane. Per fronteggiare un eventuale nuovo balzo di contagiati che richiedono un posto letto nei reparti dedicati e prevenire un possibile sovraffollamento, l'Azienda ospedaliero-universitaria pisana ha iniziato lunedì scorso l'allestimento nell'ospedale di Cisanello di altri 40 posti di degenza ordinaria per malati Covid-19 e un potenziamento della terapia intensiva del Santa Chiara predisponendo altre cinque postazioni. A fronte della crescita di contagiati e di conseguenza di ricoverati, a preoccupare è soprattutto lo scarso numero di medici ed infermieri chiamati a fronteggiare il graduale aumento di persone che dal pronto soccorso sono trasferite ai reparti dedicati. «Quella sul personale inizia ad essere un'emergenza: occorrerebbero almeno venti tra medici ed infermieri in più per gestire la situazione senza troppi affanni», sottolinea De Simone lanciando una sorta di sos e un appello a prevenire il contagio: «Occorre essere sempre vigili e rispettare le regole». Distanziamento fisico e mascherine. Precauzioni che potrebbero però non bastare a contenere la diffusione del Covid-19 se non accompagnate da misure drastiche. «Le ultime (chiusure di palestre e locali, ndr) sono necessarie, ma abbastanza soft – conclude De Simone –. Sono comprensibili le preoccupazioni degli operatori commerciali e dei gestori dei locali costretti a chiudere, ma il virus si sta diffondendo molto rapidamente e siamo all'inizio di un periodo che sarà probabilmente abbastanza lungo».

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