Dalla Florida e Tirrenia, la piccola Jo fa suonare le campane della (sua) vittoria

La piccola Jo in aereo con i suoi genitori (Foto da Facebook)

È tornata a casa la bimba che ha iniziato a camminare grazie a due interventi chirurgici finanziati con una gara di solidarietà 

TIRRENIA. Domenica 25 ottobre la piccola Jo è tornata a casa dopo quasi otto mesi trascorsi in Florida all’istituto Paley per realizzare il suo sogno: “camminare”. E così è stato. L’atterraggio all’aeroporto di Roma e poi, con una macchina, Jo, mamma Irene e papà Luca hanno fatto finalmente ritorno a Tirrenia, che lasciarono la mattina dell’8 marzo per iniziare questa grande avventura.

La dimissione dall’ospedale Paley ha un suo rito, il suono della “Campana della Vittoria” e anche Jo, (alle 13,30 di venerdì 23 ottobre, quando in Italia erano le 19,30), ha suonato la campana della sua vittoria. Un suono che ha avuto eco anche a Tirrenia dove, alle 17 sempre dello stesso giorno, padre Luciano Gosman ha fatto suonare a festa le campane della chiesa.


La piccola Jo infatti, ha vinto la sua prima grande battaglia contro la emimelia, una rara malformazione congenita che comporta la mancanza di uno o più segmenti ossei degli arti che per i medici italiani poteva essere curata solo con l’amputazione. E invece, dopo due lunghe operazioni ad entrambe le gambe, la bambina adesso cammina anche se con i tutori e tra un anno e mezzo circa, dovrà ritornare nuovamente in Florida per sottoporsi ad un’altra operazione di allungamento alla gamba destra. «Il percorso è ancora lungo e costoso – afferma il nonno della piccola Jo –, ma il grosso è stato fatto». La nostra piccola guerriera è stata virtualmente adottata in primis dai tirrenesi e poi da moltissimi altri e questo ha permesso di raccogliere la somma necessaria per coprire le spese che sono state sostenute fino ad ora ma, come ha sottolineato il nonno: «La generosità della gente è stata veramente grande, ma non ci possiamo fermare. Con l’emergenza sanitaria è molto più difficile raccogliere fondi perché tanti eventi a sostegno di Jo si sono dovuti annullare e ora dobbiamo affidarci soprattutto alle donazioni».

Intanto però, durante questa estate sono state raccolte due tonnellate e mezzo di tappi che hanno fruttato 375 euro che con un bonifico sono già arrivati sul conto dedicato ai “Sogni di Jo”. Non appena rientrati a casa, Jo, con il suo papà e sua mamma, dovrà fare due settimane di quarantena e poi ha già fissati gli appuntamenti per la fisioterapia, quelli con l’officina ortopedica, con il Meyer che la seguirà fino a quando non tornerà in America e poi ci sono moltissime altre questioni burocratiche da sistemare tra cui anche le relazioni da presentare all’Asl per avere il rimborso di una parte delle spese sostenute. Naturalmente, la famiglia sta pensando anche a come fare per permettere a tutti di salutare Jo.

Sicuramente, ci sarà qualche diretta Facebook e magari una lettera da leggere in chiesa dove Jo è attesa anche per un altro appuntamento importante, il suo battesimo, finora rimandato per ragioni principalmente di salute, poi logistiche e infine, quando sembrava giunto il momento, la pandemia ha fermato tutto. Ora però, la famiglia ci sta nuovamente pensando.

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