Il ministero sbaglia i conti sulle assunzioni: centinaia di precari restano tagliati fuori

Bloccate le chiamate del personale Covid dopo la scoperta della mancata copertura economica per ferie e Tfr

PISA. «Abbiamo sbagliato i conti, bloccate le assunzioni». Avrebbe dovuto rappresentare l’asso nella manica dei dirigenti scolastici per far fronte alle annose criticità di organici falcidiati da pensionamenti e mancate assunzioni.

Un piccolo esercito di docenti e collaboratori scolastici pronto ad arruolarsi grazie alle risorse stanziate dal ministero dell'Istruzione per rinforzare il personale e “alleviare” le difficoltà che l'emergenza sanitaria avrebbe imposto anche al mondo della scuola.


Decine di migliaia in tutta Italia, più di 530 in provincia di Pisa tra docenti e personale Ata aggiuntivo, il cosiddetto organico Covid da reclutare con supplenze conferite dai dirigenti scolastici scorrendo le graduatorie d’istituto con incarichi temporanei fino al termine dell'anno scolastico.

Un sospiro di sollievo per i dirigenti scolastici, strozzato in gola da una lapidaria comunicazione dell’Ufficio scolastico regionale che, su richiesta del ministero, ha imposto lo stop ad ogni nuova assunzione.

Nel budget stanziato lo scorso agosto dal ministero dell’Istruzione non erano state previste le risorse per corrispondere le ferie e il tfr al nuovo personale.

Previsioni di spesa errate che hanno costretto a fermare ogni procedura, alimentando le attese di una chiamata per centinaia di precari e le criticità all'interno delle scuole. «Avevamo segnalato che le risorse messe in campo non sarebbero state sufficienti ad assumere tutto il personale previsto», ricorda Pasquale Cuomo, segretario regionale della Flc-Cgil.

Difformità emerse a seguito delle verifiche del Mef che ha ridimensionando le stime assunzionali del Miur, costretto a fermare le chiamate in servizio. Il Miur aveva assegnato alle scuole di Pisa e provincia 293 tra amministrativi e collaboratori scolastici e 245 docenti aggiuntivi (99 destinati alle scuole dell'infanzia, 79 alle primarie, 32 alle scuole di primo grado e 35 a quelle di secondo grado).

Solo poco più delle 538 assunzioni programmate si sono concretizzate in contratti di lavoro. «Si tratta di lavoratori diventati quasi essenziali per completare gli organici e far fronte alle difficoltà che le scuole stanno affrontando - prosegue Cuomo -. Una necessità soprattutto legata all'esigenza degli istituti di avere un numero maggiore di collaboratori scolastici a disposizione».

Personale, quest'ultimo, chiamato a pulire e sanificare più volte al giorno gli istituti, ma non più sufficiente a garantire le misure anti-Covid previste per le scuole. Ogni collaboratore scolastico ha a disposizione 12 minuti in media per pulire una singola aula. Un'ora per oltre 250 metri quadrati in istituti che si sviluppano anche su 6mila metri quadrati di superficie. «I posti per il personale Ata negli anni sono già stati abbondantemente tagliati. Con lavorazioni e carichi di lavoro aumentati, le nuove assunzioni sarebbero riuscite a malapena a tamponare una situazione già emergenziale», specifica il segretario regionale della Flc-Cgil che insieme alle altre organizzazioni dei lavoratori ha chiesto all’Ufficio scolastico regionale la convocazione di un incontro urgente.

All’ordine del giorno la possibile ricerca di una via d’uscita all’impasse dei calcoli errati.

In attesa che il ministero elabori un nuovo piano per la divisione del personale da mettere a disposizione dei singoli istituti, la sospensione della “stipula e sottoscrizione di nuovi incarichi nei confronti del personale docente ed Ata sui posti Covid” rischia di provocare un blackout in un sistema, quello scolastico, costretto a far fronte alle severe norme anti-contagio, ma con organici sottodimensionati. 
 

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