Pisa: al via il (quasi) coprifuoco. Tra proteste e proposte

I vigili urbani controllano il rispetto dell'ordinanza

Confcommercio e Confesercenti: steward in piazza pagati da noi. La rabbia (e la rassegnazione) dei titolari dei minimarket costretti a chiudere alle 18 sulla base della nuova ordinanza del sindaco

PISA. La chiusura anticipata per il Covid è scattata prima per loro: i minimarket. Alle 18 di venerdì 23 serrande giù, ma è solo uno dei provvedimenti che il sindaco Michele Conti ha inaugurato e che varranno ogni fine settimana, domeniche comprese. L'altro più sostanzioso provvedimento riguarda la chiusura dell'accesso ai luoghi della malamovida che devono essere deserti alle 24. A far rispettare l'ordinanza ci sono un servizio d'ordine “privato” e il capestro pendente di sanzione da centinaia di euro fino alla chiusura dell'esercizio su chi fa il furbetto.

I minimarket


La zona calda è quella della stazione. Nella galleria Gramsci ce ne sono almeno quattro e due hanno chiuso ancor prima dello scoccare dell'ora prevista. «Non è giusto. Non ci piace così. Noi così diversi dagli altri?», dice uno dei gestori del minimarket “Fuad” rivolgendosi a tre vigili urbani che era lì a controllare il rispetto dell'ordinanza. «Avremmo accettato di non poter vendere alcolici dopo le 18 neppure da asporto ma così non è giusto. Noi vendiamo generi alimentari: dal latte al pane passando per tantissimi prodotti delle cucine etniche tradizionali. Abbiamo tanta e diversa merce rispetto ai bar e pub che hanno solo alcol», continuano dal minimarket della stazione. L'assembramento davanti ai minimarket chiusi c'era comunque: balordi, ubriachi, il solito drappello di spacciatori. E i vigili hanno fatto più fatica a far mettere le mascherine a queste persone che a far chiudere i minimarket. E c'è odore di ricorso da parte di alcuni gestori di minimarket contro questa chiusura molto anticipata.

Il Coordinamento dei Comitati cittadini

I comitati e il Gruppo Vettovaglie Vendesi apprezzano i provvedimenti adottati dal sindaco dopo la riunione in prefettura del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, di limitare l’orario di apertura dei locali, compreso anche l’asporto dalle 18, e di imporre la chiusura nel fine settimana, venerdì e sabato, di piazza delle Vettovaglie, epicentro della movida cittadina, da mezzanotte alle cinque, e di presidiare piazza dei Cavalieri. «È molto importante anche il ripristino della Ztl sui Lungarni per limitare gli afflussi di persone e per la tutela dei residenti, che vivono sotto assedio», commentano i rappresentanti dei comitati, che aggiungono: »In caso di necessità, la salute pubblica è la legge suprema dello Stato, ma non dobbiamo dimenticare che altri ancora sono gli effetti negativi del fenomeno della malamovida degenerato da anni sotto la falsa insegna della libertà di associazione e di divertimento a tutti i costi». L'apprezzamento all'azione fatta dal sindaco si coglie in queste parole: «Ci fa piacere quindi che il sindaco, finora pressato da gruppi economici che sottovalutavano la gravità della situazione, abbia riconosciuto pubblicamente, dopo “un giro in centro storico”, che “hanno ragione i residenti”.

Le associazioni di categoria

«Pronti a tutto, anche a pagare gli steward, pur di salvare le attività e i locali da una nuova chiusura anticipata». Confesercenti Toscana Nord e Confcommercio hanno così assecondato la richiesta del sindaco affidando al Corpo Guardie di Città l'incarico di far rispettare le norme anti-assembramento in piazza delle Vettovaglie al fine di scongiurare la chiusura dei locali alle 22.30. «Pur di difendere il lavoro degli imprenditori stiamo facendo qualcosa di fuori del normale, che va oltre le nostre competenze – spiega il direttore di Confcommercio Federico Pieragnoli –. È un’iniziativa credo unica in Italia, che ci chiama ad un impegno straordinario, al quale abbiamo tuttavia deciso di non sottrarci». Simone Romoli di Confesercenti aggiunge che «con grande senso di responsabilità abbiamo affidato l'incarico ad un istituto di vigilanza. L'alternativa, alla luce delle decisioni emerse dal Comitato provinciale per l'ordine pubblico, sarebbe stata di anticipare la chiusura della piazza alle 22.30. Una decisione inaccettabile per noi». —